Coordinamenti Internazionali

A livello internazionale, l’Anap aderisce alla F.I.A.P.A. (Fèdération Internationale des Associations de Personnes Agées), alla F.I.A.P.A.M. (Federaciòn Iberoamericana de Asociaciones de Personas Adultas Mayores) ed alla piattaforma europea della terza età denominata Age Platform. In tali contesti, l’associazione si propone di:

  • favorire l’azione comune con i sindacati dei pensionati o con le associazioni degli anziani democratiche ed autonome di altri Paesi, per dar vita ad un movimento mondiale degli anziani che li renda protagonisti dei loro destini;
  • promuovere la solidarietà internazionale soprattutto a favore dei Paesi in via di sviluppo;
  • difendere uno stato sociale adeguato ai bisogni dei pensionati e degli anziani e di promuovere la solidarietà fra le generazioni.

L'ANAP intende perseguire questi obiettivi con il libero esercizio dell’attività sindacale, sulla base di principi di democrazia, nella assoluta autonomia di fronte allo Stato, ai Governi, ai partiti, anche avvalendosi in piena indipendenza di tutte le forze intellettuali e morali capaci di concorrere alla realizzazione dei suoi fini.

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Coordinamenti Internazionali

Age Platform Europe

AGE Platform Europe è una rete europea di organizzazioni senza fini di lucro e di persone di età oltre i 50 anni, che mira a promuovere gli interessi dei 190 milioni di cittadini di età superiore ai 50 anni nell'Unione europea e per sensibilizzare i problemi che li riguardano maggior parte.


2019
2018
2015
2014
2013
2012

Assemblea Generale Age Platform Europe

Punto sul futuro dell'Europa - contributo della delegazione italiana: Nel momento storico attuale, caratterizzato da un europeismo senz’anima né entusiasmi, dalla fascinazione dei populismi e dal diffondersi delle tendenze nazionalistiche e sovranistiche, la posta in gioco è molto alta. Il grande disegno di dar vita ad una Europa unita politicamente e socialmente, la più geniale invenzione politico - istituzionale del secolo scorso, è minacciato e rischia di frantumarsi se non ci saranno nuove spinte politiche capaci di riconnettere i cittadini all’Europa e alle sue Istituzioni, rendendo esplicito l’interesse e il vantaggio dei singoli Paesi membri, e delle loro popolazioni, a far parte di una Comunità allargata in un contesto come quello attuale altamente globalizzato. Ciò presuppone un deciso ripensamento dei criteri che finora sono stati alla base del governo dell’Europa, ponendo a fondamento un percorso più aderente ai bisogni reali dei cittadini per quello che riguarda i diritti sociali e civili, le discriminazioni, l’uguaglianza, i valori.

In realtà le politiche nazionali ed europee nella situazione di grave crisi economica appena alle nostre spalle non ha hanno fatto i conti con le “disuguaglianze economiche e sociali” che si venivano a creare e ad accentuare. Infatti, in un sistema economico ingiusto, dominato da una finanza senza scrupoli che accentua la forbice fra chi stenta a sopravvivere e chi si permette lussi e sprechi inaccettabili, i Diritti civili e sociali stentano a farsi strada. Le politiche per la tutela dei Diritti deve coniugarsi alla lotta per la equità distributiva, per impedire le disuguaglianze economiche che, specie se insieme ad un basso tasso di scolarizzazione e di inclusione, fanno sorgere leader populisti e autoritari.

E’ necessario che si facciano Patti di Alleanza tra le generazioni dei Giovani e quelle degli anziani affinché, partendo dalle sfide contro le disuguaglianze, non si sprechi l’ occasione delle prossime elezioni europee per riaffermare Politiche basate su una “Europa unita ed equa”, baluardo contro le barbarie dei razzismi, dei populismi, degli egoismi di massa e dei sovranismi isolazionisti.

Il futuro si gioca, quindi, sul cambiamento dei paradigmi culturali e politici di riferimento per una nuova Europa, mettendo al centro il benessere sociale ed economico dei suoi cittadini e ponendo in primo piano il paradigma della Uguaglianza e dell’Equità fondata sul Lavoro, sulla Redistribuzione equa della Ricchezza, sull’uso dei Beni Comuni, sull’accesso ai benefici dello Stato Sociale. Per il cambio di paradigma è condizione indispensabile il cambiamento culturale, la diffusione capillare della Formazione permanente per una maggiore consapevolezza riguardo alle scelte e per rimuovere pregiudizi e schemi mentali, come quelli che considerano le persone anziane un “onere” per la società e non una “risorsa”. La Cultura, diffusa fra le vecchie e nuove generazioni, può sviluppare “solidarietà” che supporti una Qualità della vita dignitosa per tutti e rispettosa dell’ambiente se non vogliamo correre verso l’estinzione del Genere Umano.

Gli investimenti sociali dell’Europa dovranno, quindi, essere mirati alla riduzione della disoccupazione, alla lotta contro le discriminazioni, all’accesso di tutti alla salute, a pensioni dignitose e alla diffusione capillare della Formazione lungo l’arco della vita.

Cittadinanza attiva – Iniziativa Age Italia

In occasione dell'ultima Assemblea di Age Platform Europe la Delegazione Italiana, di cui, com'è noto, l'Anap fa parte, si prese l’impegno di approfondire il discorso relativo alla "cittadinanza attiva", contattando, tra l’altro, altre Organizzazioni europee per poi portare i risultati all'attenzione di Age Platform Europe. Naturalmente tale lavoro tornerà utile anche per proporre una Legge Quadro a livello nazionale.

L’INRCA, Istituto che ha avuto l'incarico da parte della Presidenza del Consiglio e del Dipartimento delle Politiche per la Famiglia di promuovere un progetto triennale per la realizzazione di una Strategia Nazionale con l'obiettivo di definire, tra l’altro, le linee guida per lo sviluppo proprio di una Legge Quadro sull'argomento, ha invitato Age Italia a partecipare con propri rappresentati al Gruppo di Lavoro costituito da stakeholders a livello nazionale.

Age Italia ha prodotto, per il momento, un Documento di base (elaborato dall'Anap) e una raccolta delle Leggi Regionali (elaborato dalla CNA pensionati).

12-14 Giugno Assemblea Generale Age Platform Europe

Il 12-14 giugno 2019 si è tenuta a Bruxelles l'Assemblea Generale di AGE Platform Europe, l'Organizzazione a livello europeo di cui l'Anap fa parte. Alla fine dei propri lavori l’Assemblea ha adottato la seguente dichiarazione finale:

Le elezioni del Parlamento Europeo dello scorso maggio hanno dimostrato quanto siano profondamente divisi i cittadini europei. L'opinione pubblica è polarizzata su questioni critiche quali la democrazia rappresentativa, la convivenza e la solidarietà, le migrazioni e il cambiamento climatico.

I giovani e gli anziani concordano ampiamente sui settori che i governi dovrebbero considerare prioritari: lotta alla povertà e alla disoccupazione, garanzia di un reddito e di un sostegno adeguati per tutti, garanzia di accesso all'istruzione per ogni bambino e opportunità di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, indipendentemente dall'età, introduzione di una tassazione equa e garanzia di una transizione ecologica sostenibile. Siamo al fianco dei giovani che esprimono la nostra reciproca preoccupazione per il pianeta e lottano per un futuro sostenibile.

In rappresentanza di 106 Organizzazioni che lavorano per le persone anziane, in qualità di delegati dei membri di AGE Platform Europe provenienti da 24 paesi riuniti all'Assemblea Generale annuale del 12 giugno 2019, desideriamo impegnarci con i nostri attori politici e istituzionali per trovare soluzioni e affrontare queste importanti sfide, rispettando i diritti di tutte le generazioni a contribuire pienamente e a beneficiare di un'Unione Europea più sostenibile, equa e inclusiva.

È necessario un nuovo contratto intergenerazionale per difendere in modo sostenibile l'uguaglianza e la giustizia sociale per le generazioni più giovani e più anziane.

Un cambiamento di mentalità è necessario se vogliamo realizzare una società sostenibile, equa e inclusiva. Soprattutto in tempi di austerità, una concezione negativa dell'invecchiamento vorrebbe giustificare una "limitazione basata sull'età" nella fornitura di servizi pubblici, ignorando l'impatto che tali tagli hanno sulle altre generazioni e minacciando la capacità di tutti di vivere dignitosamente. Tali prospettive mettono le diverse generazioni l'una contro l'altra e ostacolano l'avvento di un contratto sociale che affronti tutte le sfide comuni in modo più equo e sostenibile. Il nostro status socio-economico, l'istruzione, il genere, le circostanze familiari, le capacità fisiche e cognitive, l'etnia, la sessualità e l'ambiente in cui viviamo hanno un impatto su di noi tutti nel corso della nostra vita. Queste disuguaglianze strutturali riguardano tutti noi.

I bambini che vivono in condizioni di povertà devono spesso affrontare ostacoli per realizzare il loro potenziale da adulti. L'accesso disuguale all'istruzione, all'occupazione o all'assistenza sanitaria nelle fasi iniziali avrà un impatto sulla qualità della vita in età avanzata. La mancanza di servizi di assistenza di qualità agli anziani a prezzi accessibili impedirà ai familiari più giovani con responsabilità di assistenza di contribuire pienamente al mercato del lavoro e aumenterà le disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro. Ciò aumenterà infine la precarietà delle donne in età avanzata, che continuano ad essere i principali fornitori di assistenza. Crediamo che l'Europa possa affrontare con successo tutte queste sfide se progettiamo insieme una società per tutte le età. Consentendo la cooperazione intergenerazionale, l'Europa conserverà la sua risorsa naturale più preziosa: il capitale umano. Un approccio globale che sostenga la solidarietà all'interno e tra i gruppi di età non solo a beneficio dei singoli individui, ma della società nel suo complesso.

Agire contro le discriminazioni in base all’età per il bene dei giovani e degli anziani: Crediamo più che mai che sia necessaria un'azione per sradicare la concezione negativa dell’invecchiamento che pervade le nostre società, anche cinquant'anni dopo che il termine è stato coniato per la prima volta da Robert Butler M.D. La concezione negativa dell’invecchiamento continua a dividere le nostre società in gruppi di età percepiti come aventi di fatto interessi contrastanti.

Anche le politiche e le leggi sanciscono approcci specifici per età, ignorando così che la vita è intergenerazionale per natura. E’ necessario un diverso approccio. Dare potere alle persone in ogni fase della vita e facilitare gli scambi all'interno e tra gruppi di età abbatte gli stereotipi e rafforza la coesione. La parità di età e l'equità intergenerazionale renderanno infine le nostre società più coese e sostenibili. I responsabili politici a tutti i livelli hanno la responsabilità di ridurre l'invecchiamento e promuovere la solidarietà intergenerazionale. Questi due obiettivi devono essere affrontati nell'attuale dibattito tra le istituzioni europee e i governi nazionali sulle priorità dell’Unione Europea 2019-2024.

A tal fine, i membri della piattaforma AGE Platform Europe accolgono con favore i 10 impegni assunti dai capi di Stato e di governo dell'UE nella dichiarazione di Sibiu, in particolare per proteggere il nostro stile di vita, la democrazia e lo stato di diritto e per sostenere il principio di equità. Sulla base di questo ampio impegno, invitiamo i nostri governi, il neoeletto Parlamento europeo e i commissari europei di prossima nomina a fare tutto il possibile per costruire un progetto collettivo per l'integrazione e l'identità dell'UE, basato su valori condivisi che vincolano i cittadini dell'UE: progresso sociale, inclusione e solidarietà tra generazioni e paesi.

Situazione degli anziani nell'UE: Dall'Eurobarometro di AGE Platform Europe un'analisi realistica

Da qualche anno AGE Platform Europe, la Rete europea di Organizzazioni di persone anziane di cui fa parte l'Anap e che ha lo scopo di tutelare e promuovere gli interessi dei 190 milioni di cittadini over 50 e di sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni che li riguardano maggiormente, predispone un "Eurobarometro" che si propone di analizzare la situazione degli anziani dal punto di vista dell'Unione Europea e degli Stati membri.

L'Eurobarometro è solo uno dei campi in cui opera AGE per sollecitare maggiore attenzione dell’Europa e degli Stati membri, a cui è chiesto di integrare le politiche dell'invecchiamento nelle politiche più generali. Nel suo Manifesto per le elezioni europee del 2019, AGE ha evidenziato le seguenti aree per costruire un'Europa per tutte le età:

  • Rafforzare la dignità e i diritti delle persone anziane combattendo la visione negativa dell’invecchiamento e la discriminazione in base all'età;
  • Garantire una prospettiva di lavoro lungo tutto l'arco della vita e creare mercati del lavoro inclusivi;
  • Garantire pensioni e redditi di vecchiaia adeguati sia per le donne che per gli uomini;
  • Proteggere il diritto di vivere e invecchiare in modo dignitoso attraverso un'adeguata assistenza sanitaria incentrata sulla persona e un'assistenza a lungo termine accessibile a tutti;
  • Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutte le età;
  • Consentire l'accesso universale a beni e servizi nell'odierna società digitalizzata, anche per le persone anziane;
  • Consentire ai cittadini più anziani di partecipare pienamente alla vita sociale e democratica.

L'Eurobarometro di AGE è molto utile per confrontare le realtà nei diversi paesi dell'UE e rivela anche l'inadeguatezza di alcune statistiche comunemente utilizzate per descrivere la situazione degli anziani: gli anziani molto anziani, come gli over 75 anni, sono spesso considerati come un blocco unico, mentre questa fascia di età copre situazioni molto diverse. Molte statistiche, inoltre, cessano di raccogliere dati sulle persone di età superiore agli 80 anni nonostante il fatto che questo sia il gruppo in più rapida crescita e tutti gli Stati membri devono prepararsi al previsto forte aumento delle persone anziane che hanno bisogno di sostegno e assistenza. Alcuni indicatori, come la deprivazione materiale, non tengono adeguatamente conto delle accresciute esigenze delle persone anziane per servizi essenziali come la salute e l'assistenza a lungo termine. Nel complesso, mancano indicatori che misurino l'interazione sociale degli anziani. Per questo l’Eurobarometro di AGE fornisce di gran lunga dati più realistici.

Nell'analisi svolta quest’anno, di cui proponiamo una sintesi, i membri di AGE di Austria, Belgio, Cipro, Francia, Germania, Italia, Malta, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Regno Unito hanno partecipato esprimendo le loro principali priorità nazionali e il loro punto di vista sulle politiche legate alla parità di genere, al sostegno per trovare lavoro e a luoghi di lavoro favorevoli all'età anziana, all'equilibrio tra vita professionale e vita privata, alla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale e a pensioni adeguate. Questo dà valore aggiunto all’Eurobarometro AGE, che aggiunge alle statistiche esistenti sulle condizioni di vita delle persone anziane la valutazione qualitativa delle Organizzazioni facenti parte di AGE riguardo alle politiche portate avanti nel loro Stato.

I messaggi chiave che si possono desumere dallo studio di AGE riguardano:

  • La parità di genere: Mentre esiste un quadro giuridico globale per la non discriminazione, le donne anziane si trovano ancora di fronte a grandi disuguaglianze nell'accesso all'occupazione e alla retribuzione. Sopportando la maggior parte del lavoro non retribuito per l'assistenza, le donne sono più vulnerabili al rischio di povertà e di esclusione sociale. Pochi Stati membri tengono specificamente conto delle esigenze delle donne anziane nelle loro politiche nazionali.
  • Il sostegno per trovare lavoro: La legislazione UE protegge dalla discriminazione in base all'età, ma la discriminazione occulta è ancora prevalente sul mercato del lavoro. Scarsa attenzione è rivolta a consentire alle persone anziane in cerca di lavoro di ritrovare effettivamente un'occupazione attraverso consulenze specifiche o l'accesso al lavoro durante l'intero arco della vita.
  • L'apprendimento e la formazione: Gli incentivi fiscali per l'assunzione di persone anziane possono contribuire a risolvere situazioni difficili in alcuni Stati membri. A livello globale, mancano iniziative per una graduale transizione verso il pensionamento.
  • Luoghi di lavoro rispettosi dei lavoratori anziani: mentre è fondamentale adattare i luoghi di lavoro a tutte le età, le iniziative in questo campo sono principalmente volontarie e solo in pochi casi sostenute dalle politiche degli Stati membri. La legislazione in materia di salute e sicurezza ha un ruolo importante da svolgere per rendere i luoghi di lavoro sostenibili per le persone di tutte le età, ma ovunque non si fa abbastanza.
  • L'equilibrio tra lavoro e vita privata: Il cambiamento demografico sta creando grande pressione sui prestatori di assistenza informale, in quanto i servizi di assistenza a lungo termine non sono sufficienti per soddisfare le crescenti esigenze. Di conseguenza, sono necessarie politiche specifiche per rispondere alle esigenze dei prestatori di assistenza informale. Una nuova legislazione per badanti a livello europeo è un primo passo significativo, ma è necessario fare di più per sostenere i badanti informali.
  • La lotta contro la povertà e l'esclusione sociale: Mentre i tassi di povertà e di esclusione sociale sono stati più o meno stabili per gli anziani durante la crisi, adesso essi sono di nuovo in ascesa. La povertà e l'esclusione sociale è un problema più grave per le donne, in particolare le donne che vivono sole, quelle in precarie condizioni di salute e le persone provenienti da un contesto migratorio. I sistemi pensionistici dovrebbero tenere maggiormente conto del rischio di povertà delle persone più anziane, in quanto gli aumenti delle pensioni non sempre riflettono l'aumento del costo della vita.
  • Il reddito adeguato: Le politiche di adeguamento dei sistemi pensionistici ai cambiamenti demografici si concentrano sull'innalzamento dell'età pensionabile, senza il sostegno di adeguate politiche del mercato del lavoro. Sull'adeguatezza delle pensioni future rimangono gravi sfide e un passaggio all'individualizzazione delle prestazioni potrebbe ridurre la capacità dei sistemi pensionistici di compensare le disuguaglianze.

Riguardo all’aspetto della povertà, che è uno dei principali, il focus operato dall'Eurobarometro di AGE ricorda che l'obiettivo di Europa 2020 mirava a ridurre di 20 milioni il rischio di povertà e di esclusione sociale tra il 2008 e il 2020; è molto improbabile che questo obiettivo venga raggiunto, anche a causa della crisi economica. Nonostante i livelli complessivi di povertà e di esclusione sociale tra glia anziani siano inferiori alla media della popolazione, essi sono ben lungi dall'esserne esenti.

Nel 2016, il 15% della popolazione maschile e il 20,6% della popolazione femminile di età superiore ai 60 anni erano a rischio di povertà ed esclusione sociale in Europa. Tra i paesi coperti dall’Eurobarometro di AGE, Malta, Cipro e l'Italia presentano il più alto livello di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale, mentre Paesi Bassi, Francia e Austria hanno il più basso.

In tutti i paesi analizzati, la situazione è peggiorata per i cittadini di età superiore ai 75 anni e le donne molto anziane sono state le più esposte al rischio di povertà rispetto agli altri gruppi principali. Altri gruppi vulnerabili sono le persone con un passato migratorio, le donne sole, le persone con problemi di salute e quelle che hanno subito una disoccupazione di lunga durata.

L'effetto della crisi ha avuto impatti molto diversi sulle persone anziane nei diversi Stati membri, con tassi di povertà e di esclusione sociale degli over 75 che hanno raggiunto il 33% in Grecia nel 2011 e tassi di povertà e di esclusione sociale costantemente elevati negli Stati membri baltici, in Bulgaria e Romania (con tassi di povertà e di esclusione sociale intorno e superiori al 50%). A Malta come in Italia, la povertà e l'esclusione sociale sono principalmente il risultato di pensioni inadeguate percepite dagli anziani.

I futuri pensionati hanno livelli molto bassi di fiducia nel loro futuro finanziario, in quanto temono di non essere in grado di vivere una vita decente dopo il pensionamento a causa del basso reddito pensionistico. Inoltre le prestazioni sociali di solito non sono sufficienti a soddisfare le esigenze degli anziani. Per l’Italia in particolare si evidenzia che le spese a carico degli assistiti e i tempi di attesa per le visite mediche sono in aumento, costringendo molti individui a cercare cure private e più costose o a trascurare la propria salute.

Le attuali azioni per affrontare la povertà e l'esclusione sociale nell'UE consistono in gran parte nella concessione di piccoli sussidi e pensioni sociali, ma, in molti casi, questi non sono abbastanza elevati da proteggere gli anziani dalla povertà.

Fiapa - Federazione Internazionale delle Associazioni degli Anziani

La FIAPA è la Federazione Internazionale delle Associazioni degli Anziani, nata dalla volontà di sessanta associazioni provenienti da quattro paesi (Francia, Italia, Belgio e Spagna) per difendere i diritti e gli interessi degli anziani nella nostra società contemporanea.


2019
2018
2017
2016
2015
2014
2013
2012
2011
  • 27-28 Ottobre 2011 - Roma - Evento organizzato da Anap e FIAPA dal titolo "La protezione degli anziani vulnerabili: aspetti economici e giuridici della fragilità" - Leggi anche la notizia sull'evento.

WSTC 2019 - Congresso Mondiale sul Turismo Senior

L'Anap e la Fiapa in Cina per discutere di anziani e turismo: quali le nuove frontiere? Oltre 600 partecipanti, 41 tra associazioni, università, istituzioni e imprese, in rappresentanza di altrettanti paesi del mondo, provenienti da tutti i continenti. Sono i numeri della seconda edizione del Congresso mondiale sul turismo senior, tenutosi a Yantai, in China, nella Provincia dello Shandong, dal 24 al 26 maggio 2019.

Promosso dall'AIUTA, Associazione internazionale delle Università della terza età, con il supporto del Dipartimento del Turismo e della cultura dello Shandong, l'evento ha visto la partecipazione di numerosi esperti, in rappresentanza delle istituzioni locali e di associazioni che, come l'Anap e la Fiapa, tutelano i diritti degli anziani nel mondo e mirano, attraverso i propri progetti, a soddisfarne le esigenze e le necessità.

In particolare, l'attenzione dei presenti si è concentrata sull'importanza dell'invecchiamento attivo, attraverso la diffusione di stili di vita sani e la promozione di attività, eventi e tour culturali e tematici, per favorire la socializzazione e l'inclusione sociale. Nei tre giorni di convegno, caratterizzati da momenti di condivisione ed esposizione in plenaria, tavole rotonde e workshop, a seguito della cerimonia di inaugurazione, con i saluti degli organizzatori e dai rappresentanti del governo locale, si sono alternati sul palco esperti dell'Organizzazione mondiale del turismo, dell'Unesco, delle Università della terza età, nonché di associazioni e federazioni di rappresentanza degli anziani, tra cui il presidente dell'Anap Confartigianato Giampaolo Palazzi.

Per la Fiapa, in qualità di vicepresidente, è intervenuto con un discorso in lingua francese il segretario nazionale Anap Fabio Menicacci, che ha sottolineato l'importanza del Turismo come strumento di inclusione sociale, contro ogni forma di isolamento e quale canale di promozione dell'invecchiamento attivo e della partecipazione degli anziani alla vita sociale e comunitaria (in allegato il discorso e il video dell'intervento).

Nel corso dell’evento i partecipanti, tra cui il Presidente nazionale Anap Giampaolo Palazzi, che ha rappresentato l'associazione nei principali tavoli di confronto, hanno avuto l'opportunità di visitare la locale università della terza età, alcune aziende dell'area di Yantai e le principali realtà produttive del territorio, oltre ad esporre in un'area fieristica appositamente installata le proprie iniziative in ambito turistico rivolte alla terza età. In particolare, l'Anap ha presentato Il progetto Percorsi accoglienti, tradotto per l'occasione sia in lingua inglese che cinese.

Il cuore del congresso è stato inoltre il seminario dedicato al concetto di Study tour, ovvero percorsi tematici da inserire nei programmi di studio delle Università della terza età, come parti integranti delle proposte culturali di aggregazione e di formazione e di scambio a tutte le età, ma con un'attenzione particolare alle persone anziane. Si tratta di un nuovo approccio al turismo senior che tiene conto delle nuove frontiere dell'invecchiamento e dell'evoluzione delle esigenze degli anziani, anche nel campo del tempo libero e del Turismo.

"La Fiapa e l’Anap - sostiene il Presidente Palazzi - sono in prima fila nella promozione di progetti e programmi di inclusione sociale a favore degli anziani - e partecipano attivamente alla buona riuscita di eventi di rilievo internazionale come il Wstc 2019 per fare in modo che il benessere, l'integrazione sociale, la socialità e la lotta alla solitudine diventino un diritto acquisito per le persone anziane, non solo in Italia e nei paesi occidentali, ma in tutto il mondo".

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Fiapam - Federazione Iberoamericana delle Associazioni degli Anziani

La FIAPAM è la Federazione Iberoamericana delle Associazioni degli anziani è un movimento associativo, plurale e democratico, senza scopo di lucro, in difesa degli anziani. Questo movimento nasce dall'unione di forze di associazioni di adulti più anziani in America Latina, Caraibi, Spagna, Francia, Italia e Portogallo e che ci permette di intraprendere azioni comuni per promuovere e difendere i diritti umani degli adulti più anziani e collaborare allo sviluppo economico, politico e sociale dei popoli.


2014

Settembre 2014 - Nell'ambito della Festa del Socio Senior 2014 Anap, l'Anap e la FIAPAM, hanno avuto modo di incontrarsi per un confronto su tematiche relative agli anziani da portare avanti di comune accordo.

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Age Platform, Attività, Coordinamenti Internazionali, Fiapa, Fiapam