ANAP e AGE Platform Italia propongono una Legge Quadro sull'invecchiamento attivo

Anap il : 
21 Febbraio, 2019

I rappresentanti italiani di AGE Platform Europa, nell’ultima Assemblea di questa Organizzazione, avevano sollevato con forza la necessità di una riflessione più approfondita sul tema dell’invecchiamento attivo, proponendosi di fungere da capofila per portare avanti un discorso di proposta e di rivendicazione a livello europeo con la partenership di altre Organizzazioni di pensionati o per gli anziani dei vari paesi membri.

La proposta avanzata era stata accolta dall’Assemblea, per cui AGE Italia, con l’apporto fondamentale dei rappresentanti dell’ANAP, ha lavorato per predisporre il testo di un documento da sottoporre ad AGE Europa, alle Organizzazioni che vi aderiscono per sollecitare partenariati e alle Istituzioni europee. Ciò in considerazione che, con la “rivoluzione demografica” in atto in Italia e nel mondo, in una prospettiva di medio periodo necessita avviare Politiche pubbliche trasversali che affrontino l’attuale passaggio d’epoca superando il rischio di disgregazione sociale e di frammentazione interna degli individui, dei gruppi sociali e fra le generazioni.

Nei nuovi scenari che si aprono non ci si può fondare solo sull’aiuto assistenzialistico agli anziani o sulla sporadicità e settorialità degli interventi, bensì sulla “centralità dello scambio e del patto intergenerazionale”, con una policy organica di SISTEMA e con una “cabina di regia” nazionale chiara che metta insieme Istituzioni e Parti sociali nella scelta degli obiettivi e nella scelta degli interventi da porre in essere.

Negli ultimi anni si è sviluppato in Italia e in Europa un discreto dibattito sulla necessità di guardare all’invecchiamento della popolazione come un fenomeno che porta con sé indubbie problematiche, ma anche notevoli opportunità se lo si affronta in maniera sistematica, collettiva, integrata, preventiva, e non in maniera emergenziale.

L’Unione Europea aveva deciso sin dal 2012 di affrontare il fenomeno nella “Strategia Europa 2020” ed anche l’ONU nel 2002 aveva adottato il Piano internazionale di Madrid sull’invecchiamento attivo che rappresenta il quadro di riferimento globale per indirizzare le risposte dei vari Paesi del mondo in questa importante tematica.

In Italia molte sono le Regioni che hanno sviluppato o stanno sviluppando tali tematiche ed alcune di esse hanno approvato delle leggi regionali organiche per promuovere l’invecchiamento attivo che stanno ricevendo una buona attuazione. Nella passata e nella presente legislatura sono state anche presentate proposte di legge in Parlamento nazionale sulla materia. Tuttavia si avverte la necessità di rilanciare l’iniziativa per colmare il vuoto legislativo a livello nazionale nell’interesse non solo degli anziani, ma anche dei giovani e della intera società.

AGE Platform Italia propone una Legge-Quadro Nazionale sull’invecchiamento attivo, che promuova la diffusione di iniziative e piattaforme per incentivare l’invecchiamento attivo e funga da raccordo organico delle iniziative legislative regionali. Lo scopo fondamentale della proposta di Legge-quadro è la promozione dei processi di valorizzazione delle capacità del soggetto di esprimere la propria Identità e attuare il proprio progetto di vita (ridefinito in relazione alle mutevoli condizioni personali e sociali) mediante iniziative finalizzate a favorire la partecipazione attiva allo sviluppo socio-economico-culturale del contesto sociale e del territorio in cui il soggetto anziano opera, contribuendo fattivamente alla elevazione della qualità di vita della comunità.

Gli strumenti e le azioni positive individuabili nella proposta di Legge-Quadro nazionale vanno:

  • dalla prevenzione dell’invecchiamento passivo attraverso politiche e azioni positive, anche dal punto di vista sanitario, mirate a favorire adeguati “stili di vita”, all’attivazione di iniziative organiche di formazione permanente attraverso le Università della terza età;
  • dal coinvolgimento di persone anziane nella trasmissione di competenze professionali ai giovani durante le fasi di orientamento e prima formazione, all’adozione di un sistema di “flexible retirement”;
  • dalla diffusione, attraverso le televisioni, i media, i social network, di messaggi positivi volti a far emergere il contributo attivo che gli anziani possono dare e danno alla società, all’attuazione di progetti che coniughino tempo libero e impegno sociale mediante attività di utilità sociale;
  • dalla costituzione di una “Consulta per l’invecchiamento attivo” nell’ambito degli Assessorati regionali con la partecipazione di locali rappresentanti delle forze sociali, quali i CUPLA regionali, alla istituzione di un “Tavolo permanente nazionale per la promozione dell’invecchiamento attivo”.