Dall’ISS un'APP per contrastare il rischio di fragilità tra gli anziani

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L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha sviluppato un’APP che permette agli operatori socio-sanitari di identificare gli anziani a maggior rischio di fragilità a causa del loro scarso livello di attività fisica, così da indirizzarli verso percorsi idonei alle loro condizioni.
 
In un Paese come il nostro, tra i più longevi d’Europa e del mondo, è necessario porre attenzione alla promozione di un invecchiamento sano e attivo e all’ottimizzazione delle opportunità di salute, di accesso equo alla prevenzione e alle cure. Per questo motivo, identificare la popolazione anziana più vulnerabile o a rischio di fragilità diventa cruciale per programmare, sia a livello centrale che locale, politiche mirate ed efficaci che rendano reversibile questa condizione di rischio o ne rallentino la progressione verso la disabilità.

L’APP, realizzata all’interno del progetto CCM "Supporto e valorizzazione della Joint Action Frailty Prevention" attraverso la promozione dell’attività fisica degli ultra 64enni finanziato dal Ministero della Salute, si basa sul questionario "Physical Activity Scale for the Elderly" (PASE), validato e utilizzato a livello internazionale per "misurare" l'attività fisica praticata dagli over 64enni e utilizzato in Italia nel sistema di sorveglianza PASSI d'Argento (PdA).

L’applicazione è stata sperimentata in alcune realtà regionali (Calabria e Umbria) come uno strumento di “screening” di comunità per individuare gli anziani a rischio di fragilità da indirizzare a percorsi di promozione dell’attività fisica.

In entrambe le Regioni è stata costituita una struttura multidisciplinare per la gestione delle attività del progetto che hanno previsto:

  1. arruolamento di una coorte di ultra 64enni con bassi livelli di attività fisica, misurata attraverso il PASE
  2. offerta (previa valutazione clinica) di interventi mirati di attività fisica alle persone arruolate: in Calabria gli anziani avevano la possibilità di partecipare a gruppi di cammino o al protocollo di attività fisica domiciliare denominato OTAGO, in Umbria invece veniva offerta l’Attività Fisica Adattata (AFA)
  3. monitoraggio nel tempo dei livelli di attività fisica delle persone arruolate, attraverso il PASE
  4. somministrato con la APP
  5. valutazione a fine percorso dei progressi raggiunti in termini di attività fisica, salute percepita
  6. qualità della vita delle persone arruolate
  7. valutazione dell’uso dell’APP.

La sedentarietà è uno dei maggiori fattori predittivi, riconosciuto in letteratura tra i più rilevanti, della condizione di fragilità. Per questo motivo la prevenzione e il contrasto della fragilità nell’anziano passa anche attraverso la promozione dell’attività fisica e del movimento.

La valutazione da parte degli operatori che l’hanno utilizzata è stata molto positiva e ne è prevista la diffusione a livello nazionale. Inoltre, i dati sugli ultra 64enni arruolati nel progetto e inseriti nei programmi di promozione all’attività fisica indicano che la compliance allo studio è stata alta. Allo stesso modo la percezione dello stato di salute e benessere e i sintomi di depressione misurati all’inizio e al termine dello studio sono migliorati significativamente.

(Fonte Passi d’Argento)