Assegno divorzile in unica soluzione esclude la reversibilità: l’ha ribadito la Corte di Cassazione

Anap il : 
1 Agosto, 2016
Assegno divorzile in unica soluzione esclude la reversibilità: l’ha ribadito la Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza 5 maggio 2016, n. 9054, ha emanato un principio di diritto esplicativo dei precedenti contrastanti indirizzi giurisprudenziali, in materia di diritto alla pensione di reversibilità per il coniuge divorziato. In breve, la Cassazione, in adesione a quanto già ritenuto dalla sentenza n. 3635/2012, ha riaffermato il principio di diritto secondo cui:

"In tema di divorzio, qualora le parti, in sede di regolamentazione dei loro rapporti economici, abbiano convenuto di definirli in un’unica soluzione, come consentito della L. n. 898 del 1970, art. 5 comma 8, attribuendo al coniuge che abbia diritto alla corresponsione dell'assegno periodico, una determinata somma di denaro o altre utilità, il cui valore sia stato ritenuto equo ai fini della concordata regolazione patrimoniale, tale attribuzione, indipendentemente dal nomen iuris che gli ex coniugi le abbiano dato nelle loro pattuizioni, deve ritenersi esaustiva di ogni obbligo di sostentamento nei confronti del beneficiario, dovendosi, quindi, escludere che possa essere considerato, all'atto del decesso dell'ex coniuge, titolare dell'assegno di divorzio, e avente diritto di accedere alla pensione di reversibilità o (in concorso con il coniuge superstite) a una sua quota".