Biotestamento: la "decisione futura" in materia sanitaria

Anap il : 
10 Settembre, 2019

Il biotestamento o DAT (la legge che è entrata in vigore il 31 gennaio 2018), permette l'autodeterminazione delle proprie volontà in materia di trattamenti sanitari quando non si ha più la capacità di intendere e di volere. Ecco di cosa si tratta. Tale volontà deve essere espressa per iscritto nella piena capacità di intendere e di volere da persone che abbiano superato la maggiore età.

Tramite il biotestamento è possibile ratificare le proprie volontà in merito a eventuali trattamenti sanitari o terapie mediche che, nel momento in cui non sarà più possibile esprimere il proprio parere a causa di malattie o patologie invalidanti, si vogliono ricevere o meno.

Attraverso le DAT si può dunque effettuare una scelta ben determinata, a seguito però di una indispensabile informazione medica sulle conseguenze di entrambe le eventualità, ovvero che ci sia voglia o meno sottoporre a trattamenti sanitari decisi dai medici.

Affinché le DAT siano valide è necessario che il richiedente, verificate le condizioni anzidette ovvero relative all'essere maggiorenni e nel pieno della propria capacità di intendere e di volere, le esprima in forma scritta o attraverso videoregistrazione / dispositivi per la comunicazione se si è impossibilitati alla scrittura.

Le DAT possono essere consegnate di persona all'Ufficio dello Stato Civile del Comune in cui si risiede o alla struttura sanitaria, laddove siano state adottate le misure necessarie alla ricezione delle stesse, oppure conservate in forma di scrittura privata autenticata o atto pubblico.