Censimento ISTAT: L’Italia è un paese sempre più vecchio

17 Dicembre, 2020
il censimento dell'Istat sulla popolazione italiana

L'età media degli italiani si è innalzata nel 2019 di due anni rispetto al 2011 (da 43 a 45 anni) ed è cresciuto in modo esponenziale l'indice di vecchiaia ISTAT, ovvero il rapporto tra gli over 65 anni e gli under 15. Lo si legge nei primi dati del Censimento permanente della popolazione relativo al 2019 diffusi dall'Istat.

Secondo il Censimento ISTAT, il numero di anziani per bambino passa da meno di uno nel 1951 a cinque nel 2019 (era 3,8 nel 2011) e l'indice di vecchiaia è notevolmente aumentato, passando dal 33,5% del 1951 a quasi il 180% del 2019 (148,7% nel 2001). Tutte le classi di età sotto i 44 anni vedono diminuire il proprio peso relativo rispetto al 2011 mentre aumentano di molto le persone dai 45 anni in su che passano dal 48,2% del 2011 al 53,5% del 2019.

La Campania, con 42 anni, è la regione con la popolazione più giovane, seguita da Trentino-Alto Adige (43 anni), Sicilia e Calabria (entrambe con 44 anni). La Liguria si conferma la regione con l'età media più elevata (49 anni).

Il comune più giovane è Orta di Atella, in provincia di Caserta, con una età media di 35,3 anni; quello più vecchio è Fascia, in provincia di Genova, dove l'età media supera i 66 anni.

Il comune più grande è Roma con 2,8 milioni di abitanti, mentre quello più piccolo è Morterone, in provincia di lecco, con 30 abitanti.

Riguardo al numero dei residenti in Italia nel 2019, il loro numero è in calo: a fine anno la popolazione censita in Italia ammonta a 59.641.488 residenti, circa 175mila persone in meno rispetto al 31 dicembre 2018, pari a -0,3%, ma risulta sostanzialmente stabile nel confronto con il 2011 (anno dell'ultimo censimento di tipo tradizionale), quando si contarono 59.433.744 residenti. Rispetto al 2011, i residenti diminuiscono nell'Italia Meridionale e nelle Isole (-1,9% e -2,3%), e aumentano nell'Italia Centrale (+2%) e in entrambe le ripartizioni del Nord. 

Il lievissimo incremento di popolazione rispetto al 2011 è da attribuire esclusivamente alla componente straniera. Nel periodo 2011-2019, infatti, la popolazione di cittadinanza italiana è diminuita di circa 800mila unità (-1,5%), mentre i cittadini stranieri sono aumentati di circa 1 milione (+25,1%), senza considerare che sono più di 1 milione le acquisizioni di cittadinanza nel periodo 2012-2019 e che già al censimento del 2011 i cittadini italiani per acquisizione erano quasi 700mila.

Un’ultima annotazione relativa ai decessi

Secondo una dichiarazione del Presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo, quest’anno supereremo il tetto dei 700mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante, perché l’ultima volta che siamo andati oltre questo numero è stato nel 1944, durante la guerra. Si tratta di una stima - ha precisato -, perché l’anno della pandemia di Covid-19 non è ancora finito. Nel 2019 il dato era di 647.000 morti.

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