Coronavirus: dai medici di medicina generale proposte per il potenziamento dell’assistenza territoriale

Anap : 
22 Aprile, 2020

La Fimmg (l’Associazione dei medici di famiglia) ha consegnato un corposo documento al Ministro della Salute, Roberto Speranza, nel quale si avanzano interessanti proposte per rivedere gli attuali modelli di contenimento/controllo dell’epidemia da Coronavirus e della loro gestione, recuperando gli elementi costitutivi della Cure Primarie e della Medicina Generale, e si definiscono una serie di azioni da adottare per potenziare l’assistenza sul territorio, sia per il contesto attuale che per il futuro.

I punti chiave di questa nuova visione per la Fimmg sono i concetti di prossimità e pro-attività per modificare l’attuale paradigma assistenziale, troppo centrato su una prospettiva specialistica e ospedalo-centrica, rendendolo più sostenibile.

Per quanto riguarda i farmaci, la Fimmg sottolinea che sarà fondamentale avere a disposizione un protocollo terapeutico con disponibilità di farmaci appropriati anche sul territorio da dispensare ai soggetti posti in isolamento domiciliare. Inoltre andrà creato un sistema di Sorveglianza e Segnalazione dei casi sospetti di Covid-19 e va attuata una appropriata gestione della esecuzione dei tamponi, che si potrà rivelare un potente strumento di prevenzione collettiva e di controllo della diffusione della malattia, almeno fino alla introduzione di uno specifico vaccino, che però non si preannuncia tanto prossimo.

Nel percorso gestionale del trattamento dei pazienti domiciliari sarà poi strategico e rilevante sviluppare il ruolo delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale, o di altre Unità Professionali della medicina generale, ove territorialmente previste, fortemente integrate con i Medici di medicina generale sul versante della visita domiciliare e il monitoraggio e rafforzamento della funzione assistenziale territoriale, anche con l’introduzione e l’utilizzo degli strumenti digitali e degli altri strumenti avanzati che consentano di attuare un modello di assistenza a distanza.

Ma per la Fimmg è fondamentale che una organizzazione così complessa e capillare non sia improvvisata o lasciata ad interpretazioni. Certamente andrà̀ creato un meccanismo che sappia raccogliere le esigenze territoriali e tenere conto delle differenze geografiche, ma la situazione attuale, con le sue dinamiche epidemiologiche, richiede un robusto Piano Nazionale che sappia coordinare gli interventi in maniera efficace, evitando che iniziative eccessivamente localistiche e non coordinate possano compromettere i grandi sforzi e sacrifici che tutta la Comunità̀ Nazionale ai vari livelli sta compiendo.

Per i medici di famiglia l’implementazione di un modello di gestione territoriale indotto dalla emergenza del SARS-CoV-2 consente di definire lo sviluppo di una nuova strategia assistenziale, creando le condizioni per produrre effetti positivi anche nella gestione complessiva della salute dei cittadini dopo la pandemia che attualmente stiamo affrontando.

Secondo la Fimmg, a seguito di una impostazione sbagliata che in questa prima fase della pandemia ha trascurato il potenziamento e il rafforzamento del primo livello di cure e che peraltro non ha saputo gestire una adeguata protezione dei Medici di Famiglia, è necessaria nella fase 2 una nuova modalità̀ di assistenza alla persona che rafforzi il rapporto medico-paziente e il ciclo di fiducia tipico della medicina generale, insieme al suo potente strumento di conoscenza e continuità̀ della cura delle persone.

Superata la fase emergenziale e utilizzando il bagaglio tecnologico e di esperienze professionali accumulato in questo periodo, si può aprire una nuova fase dove il contatto ordinario può essere svolto anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, in grado di consentire un salto di qualità̀ nella erogazione della assistenza territoriale.

In definitiva, la funzione del Medico di medicina generale si amplia e rafforza:

  • attraverso la capacità di organizzare la propria attività̀ professionale e percorsi assistenziali innovativi con l’utilizzo di tecnologie digitali nella pratica quotidiana, in parte già̀ testati nella fase della emergenza Covid-19, in grado di consentire un constante contatto, anche a distanza, con pazienti fragili e affetti da patologia cronica;
  • dotandosi di personale di studio appositamente formato;
  • utilizzando tecnologia di primo livello nella pratica quotidiana con strumenti in grado di monitorare le principali patologie che si presentano nello studio che si interfacciano con gli altri strumenti informatici.

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