Cupla - Appello per l'elezioni politiche del 4 marzo 2018

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4 Marzo, 2018

A poche settimane dalle elezioni politiche del 4 Marzo il CUPLA (Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) è convinto che l’Italia non possa perdere l’occasione di agganciare definitivamente il treno di una sostenuta e duratura crescita economica. Cittadini e pensionati hanno dovuto affrontare troppi sacrifici nei lunghi anni della Grande Crisi per rischiare di nuovo di ricadere nella trappola e nella palude della sfiducia e della recessione. Crediamo che la campagna elettorale non sia iniziata nel migliore dei modi, tra promesse irrealizzabili e la conflittualità estrema tra i diversi schieramenti politici. L’alta astensione che sembra delinearsi ci preoccupa. Una comunità che non partecipa al gioco democratico attraverso il suo strumento cardine, il voto, è un segnale da non sottovalutare.

Vorremmo una classe politica che si assuma le proprie responsabilità, che abbandoni la retorica della spregiudicatezza e che riscopra l’impegno per proposte credibili e condivisibili nell’interesse dei cittadini.

Per questo invitiamo comuni cittadini e candidati al Parlamento a sottoscrivere l’appello che impegni a creare le condizioni per rendere la prossima legislatura una stagione di avanzamento dei diritti e di benessere economico.

Il CUPLA ritiene che solo un’alleanza larga tra istituzioni, corpi intermedi e parti sociali, tra nuove e vecchie generazioni, possa permettere di raggiungere obiettivi ambiziosi in grado di lenire le ferite residuali della crisi e combattere ingiustificate e scandalose diseguaglianze.

Affrontare con competenza e credibilità le questioni reddituali, previdenziali, sociali che riguardano il mondo dei pensionati e dell’invecchiamento non è la solita “guerra tra generazioni” con cui molto spesso vengono derubricati questi temi, ma il volano per proiettare in un futuro sostenibile e coeso l’intera società italiana.

Le trasformazioni sociali e demografiche legate alla longevità di massa, infatti, sono già in atto. Nell’epoca della realtà digitale e del mondo globalizzato, una società a compartimenti stagni è un lusso che l’Italia non può più permettersi.

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