Fragilità e disabilità negli ultra 65enni

Anap il : 
21 Giugno, 2019

Una indagine sulla fragilità e disabilità degli anziani è stata condotta da Passi d’argento. I dati che ne sono emersi sono estremamente interessanti ed andrebbero tenuti nella dovuta considerazione dai nostri responsabili politici per assicurare una migliore tutela e assistenza. Ma ecco, in dettaglio, i risultati dell’indagine:

Disabilità: Perdere autonomia nello svolgimento anche di una sola delle attività fondamentali della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, lavarsi, spostarsi da una stanza all’altra, essere continenti, usare i servizi per fare i propri bisogni), è considerato, secondo la letteratura internazionale, una condizione di disabilità negli ultra 65enni.

Dai dati di Passi d'Argento 2016-2017 emerge che la condizione di disabilità, così definita, coinvolge 15 persone su 100; la disabilità cresce con l’età e in particolar modo dopo gli 85 anni, quando arriva a interessare quasi un anziano su 2 (48%), è mediamente più frequente fra le donne (18% vs 11% uomini), è più frequente fra le persone con svantaggio socio-economico, per difficoltà economiche (raggiungendo il 26% fra quelli che hanno molte difficoltà economiche vs 9% tra chi non ne ha) o per bassa istruzione (22% vs 8% fra chi ha un livello di istruzione alto). La quasi totalità delle persone con disabilità (99%) riceve aiuto; ma questo carico di cura e di assistenza è per lo più sostenuto dalle famiglie, molto meno dal servizio pubblico di Asl e Comune: il 94% delle persone con disabilità dichiara di ricevere aiuto dai propri familiari per la/le attività della vita quotidiana per cui non è autonomo, il 36% da badanti, l’11% da conoscenti; il 10% riceve aiuto a domicilio da operatori socio-sanitari, meno del 2% riceve assistenza presso un centro diurno. Una piccola quota è sostenuta da associazioni di volontariato (3%). Fra loro meno di 1 persona su 4 riceve un contributo economico per questa condizione di disabilità (come l’assegno di accompagnamento).

Fra i residenti nel Sud Italia si osserva una quota maggiore di persone con disabilità (21% vs14% nel Centro e 11% nel Nord) che potrebbe certamente riflettere una differenza nella distribuzione di esiti di salute, ma anche una differenza fra Nord e Sud del Paese di offerta e/o ricorso a strutture di ricovero per anziani non pienamente autonomi.

Fragilità: Nonostante ad oggi, a livello internazionale non si sia raggiunta una definizione univoca di fragilità nell’anziano, alcuni fattori sono riconosciuti come associati a una maggiore vulnerabilità, sia in termini di salute complessiva, sia in termini di perdita funzionale nella sfera fisica, psichica e sociale. Vulnerabilità che può rappresentare un precursore o comunque un fattore di rischio per la fragilità. In Passi d’Argento si definisce anziano fragile la persona non disabile, ma non autonoma nello svolgimento di due o più funzioni complesse.

Dai dati di Passi d’Argento 2016-2017 risultano fragili più di 20 persone su 100; la fragilità è una condizione che cresce progressivamente con l’età, riguarda il 12% dei 65-74enni e raggiunge il 35% fra gli ultra 85enni; è poco più frequente fra le donne (22% vs 19% fra gli uomini), ed è anch’essa associata allo svantaggio socio-economico, sale al 30% fra le persone con molte difficoltà economiche (vs 15% tra chi coloro che non hanno difficoltà economiche) e al 27% fra le persone con bassa istruzione (vs 14% fra chi ha un livello di istruzione alto). La quasi totalità delle persone con fragilità (98%) riceve aiuto per svolgere le funzioni delle attività della vita quotidiana per cui non è autonomo, ma questo aiuto è per lo più sostenuto dalle famiglie, dai familiari direttamente (94%), e/o da badanti (21%) ma anche da conoscenti (12%); solo il 3% riferisce di un ricevere aiuto a domicilio da operatori socio-sanitari delle Asl o del comune, meno dell’1% riceve assistenza da un centro diurno. Una piccola quota è sostenuta da associazioni di volontariato (1%). Fra i residenti nel Sud Italia si osserva una quota maggiore di persone con fragilità (28% vs 20% nel Centro e 14% nel Nord).

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