La Commissione Europea adotta il "Pacchetto Sociale". Documento di riflessione italiano

Anap il : 
9 Maggio, 2017
La Commissione Europea adotta il "Pacchetto Sociale". Documento di riflessione italiano

Il 26 aprile la Commissione Europea ha adottato il cosiddetto "Pacchetto Sociale", un insieme di proposte per fare avanzare e dare nuova spinta alla dimensione sociale dell'Europa. Le proposte, ispirate tra l'altro dalla "Dichiarazione di Roma", approvata nel corso delle celebrazioni del 60mo anniversario della firma del Trattato UE, dovrebbero riavvicinare l'Europa ai suoi cittadini, favorendo una attenzione maggiore ai temi del lavoro, dei giovani, della lotta alla disoccupazione e della protezione sociale per i più deboli.

In vista del contributo che l'Italia intende assicurare alla discussione, che avrà inizio già dai prossimi giorni, è stato inviato - secondo quanto riportato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - alla Commissione europea un documento di posizione e di riflessione italiano che di seguito riportiamo.

Il futuro della dimensione sociale dell'Europa documento di posizione del Governo italiano in preparazione del documento di riflessione della Commissione europea sul futuro della dimensione sociale...

Il progetto di integrazione europea è stato fin dall'inizio strettamente legato agli obiettivi di progresso e di prosperità. La dimensione sociale dell'Europa era in effetti ben presente nella mente dei Padri fondatori, perché l'impatto sociale dell'Unione europea era allo stesso tempo un obiettivo ed una leva del processo di integrazione. Durante i lunghi anni successivi alle crisi finanziarie globali del 2007-2008, le divergenze sociali tra e all'interno degli Stati membri sono aumentate. Questo sviluppo rischia di compromettere la coesione sociale e politica dell'Unione.

È dunque una priorità avere di nuovo la dimensione sociale al centro dell'agenda europea negli anni a venire. Rinnovare e rafforzare il nostro modello di economia sociale di mercato è fondamentale per il futuro. Come ribadito dalla Dichiarazione di Roma, il mercato unico e l'integrazione economica devono avere come complemento un'Europa sociale che promuova la coesione e la convergenza, combattendo la disoccupazione e la marginalizzazione, assicurando diritti e pari opportunità. Le politiche sociali non sono un'opzione, ma una delle basi di un'Unione europea funzionante e la dimensione sociale dell'Europa deve ricevere urgentemente un nuovo impulso, anche con l'obiettivo di aiutare a ricostruire un senso di appartenenza più forte, una più profonda identità europea. L'Italia ha ripetutamente dato prova del suo impegno verso questo ambizioso obiettivo ed attende un documento di riflessione della Commissione ambizioso; auspica che il Vertice sociale di Göteborg sia l'occasione per una valutazione dei progressi già raggiunti e per lanciare ulteriori proposte.

L'Italia ritiene che, nel riflettere sull'Europa sociale del futuro, l'UE dovrebbe ispirarsi da alcuni principi guida:

  • Equità Sociale. È uno dei principi fondamentali della dimensione sociale dell'Europa. I diritti sociali dei lavoratori devono essere assicurati ed applicati in modo coerente in tutte le legislazioni e strumenti dell'UE.
  • Convergenza Sociale. Sebbene possa essere più facilmente raggiunto tra i paesi le cui tradizioni sociali ed economiche sono simili, l'obiettivo rimarrà quello di migliorare le norme sociali in tutta Europa.

Dobbiamo migliorare i nostri sistemi nazionali di protezione, tenendo conto di diversi modelli e tradizioni, con percorsi diversi se necessario, ma assicurandoci di convergere verso un livello comune più elevato. Il principio della convergenza verso l'alto, la lotta contro il dumping sociale e fiscale e la necessità di superare le divergenze sociali tra gli Stati dell'UE dovrebbero guidare le opzioni per una maggiore convergenza nel settore sociale.

  • Politiche sociali come fattore di competitività e innovazione. Le disuguaglianze non sono solo un problema sociale ma anche economico. Limitando lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze e ostacolando la mobilità, esse hanno un impatto negativo sul potenziale di crescita. Il welfare non è solo un costo per il bilancio pubblico ma può diventare, se concepito saggiamente, un fattore di spinta per la produttività, favorendo anche la stabilizzazione del ciclo economico. Il futuro dell'UE dipende dalla sua capacità di promuovere l'innovazione. La dimensione sociale è un fattore chiave per promuovere nuovi servizi innovativi ed un migliore equilibrio tra lavoro e vita quotidiana. Uno sviluppo socialmente sostenibile è fondamentale per promuovere la crescita dell’Europa ed il suo ruolo sulla scena globale.
  • Politiche macroeconomiche coerenti. L'attuazione delle politiche sociali, dell'integrazione e dell'occupazione dovrà essere combinata con un quadro macroeconomico coerente, volto a sostenere la crescita e la creazione di posti di lavoro. La governance economica europea dovrebbe fornire agli Stati membri gli incentivi adeguati e lo spazio fiscale per gli investimenti nell'innovazione sociale e nella creazione di posti di lavoro.
  • Dialogo sociale. L'Italia ha invitato le istituzioni dell'UE e le parti sociali europee ad una riunione all'inizio delle celebrazioni del 60° anniversario del Trattato, volta a sottolineare l'importanza del dialogo sociale in ogni riflessione sui risultati dell'Unione finora raggiunti e sugli sviluppi futuri. La promozione di un corretto dialogo sociale a livello europeo e nazionale è fondamentale per migliorare il processo decisionale. Ciò che ci serve Nuove tendenze, come i cambiamenti nella demografia, la digitalizzazione, i fenomeni migratori e la globalizzazione rappresentano opportunità, ma anche grandi sfide per l'Europa. Esse possono portare, se non correttamente gestite, a disuguaglianze più profonde ed a lacune nella protezione sociale. Con l'attivo coinvolgimento delle parti sociali e un dialogo sociale rafforzato, l'Unione europea ed i suoi Stati membri devono individuare politiche prioritarie volte a neutralizzare i rischi insiti in questi fenomeni, trasformandoli in opportunità di crescita, integrazione e sviluppo di sistemi sociali più maturi.

Queste priorità includono:

  • promuovere l'occupazione, in particolare per i giovani;
  • realizzare condizioni di lavoro dignitose per tutti;
  • garantire una completa protezione sociale e l'inclusione sociale per tutti;
  • promuovere la transizione verso l'economia verde e digitale, con adeguate risorse finanziarie ed opportunità per la formazione;
  • innalzamento ed aggiornamento costante delle competenze, in particolare nel settore digitale;
  • promuovere la parità di trattamento e le pari opportunità;
  • facilitare la mobilità dei lavoratori, degli studenti e dei tirocinanti;
  • integrare i lavoratori migranti ed i richiedenti asilo;
  • combattere l'emarginazione e la povertà;
  • sostenere l'impiego delle donne, anche attraverso adeguate politiche di conciliazione ed iniziative a favore della genitorialità e della cura dei bambini;
  • garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici e previdenziali a lungo termine;
  • garantire l'accesso universale ai servizi sociali di base ed estendere i diritti e la protezione sociale ai lavoratori non tradizionali.

Cosa possiamo fare concretamente? A nostro avviso, il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi della dimensione sociale europea richiede un impegno congiunto sia a livello nazionale che europeo. Mentre gli Stati membri dovrebbero promuovere le necessarie riforme, l'Unione europea deve fornire il suo sostegno attraverso una serie di azioni ed iniziative, quali:

  • nel contesto del nuovo quadro finanziario, rafforzare i fondi esistenti dedicati agli obiettivi sociali, per renderli più flessibili e sinergici;
  • rifinanziare adeguatamente l'Iniziativa per l'Occupazione Giovanile (YEI) ed Erasmus Plus dopo il 2020;
  • investire nelle competenze digitali e rafforzare la convalida ed il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche;
  • spingere per una rappresentazione più equilibrata di genere nei processi decisionali pubblici e aziendali;
  • promuovere l'integrazione sociale nel quadro di un approccio globale e lungo termine sulle migrazioni, basato sulla solidarietà;
  • attuare l'"Agenda urbana per l'UE" (Urban Agenda for the EU), al fine di ridurre la marginalizzazione;
  • incoraggiare il settore privato a svolgere la sua parte promuovendo l'economia sociale e la finanza etica;
  • istituire un meccanismo europeo per combattere la disoccupazione, come lo "schema europeo di disoccupazione" (European Unemployment Benefit Scheme) proposto dall'Italia, come esempio di strumento anticiclico;
  • creare strumenti per prevenire gli shock macroeconomici ed i loro effetti sociali e occupazionali;
  • incoraggiare misure per sostenere la produttività e il suo rapporto con i salari. Conclusioni L'Italia sostiene l'attuazione di un ambizioso programma sociale dell'UE ed incoraggia la Commissione a interpretare pienamente il proprio ruolo indipendente, continuando a "pensare europeo" (Thinking European) ed a lavorare per il futuro dell'Europa.

In linea con la risoluzione del Parlamento europeo su un Pilastro Europeo dei Diritti Sociali, dobbiamo costruire un'Europa sociale in grado di offrire un impatto positivo sulla vita delle persone, sostenere i welfare states nazionali e le loro riforme, per rafforzare la coesione, la solidarietà e la convergenza, per ridurre la disuguaglianza, la povertà e l'esclusione sociale. Dobbiamo garantire che tutti i cittadini europei godano pienamente dei propri diritti sociali, perché un'Europa sociale è un'Europa più forte.