Il Ministro Poletti al Forum del Terzo Settore: il welfare è rientrato nell’agenda politica

Anap il : 
9 Novembre, 2016

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, è intervenuto al convegno "Il futuro è sociale! - Insieme per un 'piano industriale' del Welfare", organizzato a Roma dal Forum Nazionale del Terzo Settore. I lavori sono stati aperti da Pietro Barbieri, portavoce del Forum, che ha svolto una riflessione sul tema e fornito cifre ed elementi su quei milioni di cittadini che hanno scelto d'impegnarsi in prima persona per costruire un Paese più giusto e solidale.

Nelle sue parole, la descrizione dell'attuale scenario, con il Welfare che è rientrato al centro nell'agenda politica. Dalla Delega povertà al Fondo povertà educativa, dal Piano infanzia e adolescenza al Fondo non autosufficienza, fino alla campagna #HomelessZero, Barbieri ha dato atto dell'impegno mantenuto finora dal Governo. Il Ministro Poletti ha salutato la platea e ha elogiato quanti, ogni giorno, dedicano tempo e risorse a beneficio degli altri: "Sarà un bel giorno - ha detto - quando al fianco della Protezione Civile avremo anche una Protezione Sociale".

Questo, ha precisato il titolare del Dicastero, senza alcuna necessità di creare "un nuovo dipartimento della Pubblica Amministrazione" ma unicamente attraverso una "grande infrastruttura che tenga assieme tutti gli aspetti del sociale, in una dimensione unitaria". Ciò sarebbe auspicabile, ha proseguito, poiché l'Italia è come se fosse organizzata "in silos: c'è chi si occupa di politiche del lavoro, chi di sanità, chi di formazione e chi di lotta alla povertà". Poletti ha poi riconosciuto il rilievo etico delle numerose attività svolte da chi è impegnato nel Terzo Settore. Un mondo non più invisibile come un tempo, ha ricordato, il cui valore è oggi evidente a chiunque.
Più in generale, il Ministro del Lavoro ha posto in evidenza che non può esserci "sviluppo economico senza sviluppo sociale" e proprio per questo motivo è opportuno che "l'Unione Europea pensi a un pilastro sociale. Ma se l'Europa non cambia la sua politica economica - ha osservato - questo pilastro è di fatto contraddetto".