Nuovi Livelli essenziali di assistenza, ecco le novità

Anap il : 
1 Agosto, 2016
Nuovi Livelli essenziali di assistenza, ecco le novità

"Per i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), a cui siamo arrivati dopo un duro lavoro, abbiamo avuto il consenso informale del Mef, aspettiamo a breve la nota ufficiale. Poi, il Dpcm passerà all’esame delle Commissioni di Camera e Senato".

Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin durante la conferenza stampa del 14 luglio, per illustrare le novità previste nei nuovi Lea. Presenti anche il Direttore generale della programmazione sanitaria Renato Botti e il Presidente della FNOMCeo Roberta Chersevani.

Con riferimento all'aggiornamento dei Lea, il Ministro ha precisato che "una volta approvati ed entrati in vigore i nuovi Lea, non dovremo aspettare di nuovo 20 anni prima del prossimo aggiornamento: esso sarà continuo, i Livelli essenziali di assistenza verranno aggiornati ogni anno".
 
Per quanto riguarda le risorse necessarie, Lorenzin ha precisato che "c’è voluto molto tempo per i Lea proprio perché sono state fatte delle analisi approfondite, e secondo le stime gli 800 milioni stanziati sono sufficienti. Ovviamente, poi, i Lea saranno migliorabili".
Parlando poi del Decreto appropriatezza, Lorenzin ha spiegato che "è stato superato: con i nuovi Lea si introduce un regime prescrittivo, condiviso con i medici e le società scientifiche, basato soprattutto sulla responsabilità sull'erogabilità". E ancora: "Il medico potrà continuare a prescrivere tutto quanto riterrà opportuno". Questo concetto viene espresso anche in un Manifesto siglato dal Ministero della Salute e dalla FNOMCeo alla luce dei nuovi Lea.

Il contestato decreto “taglia esami" lascia così il posto al senso di responsabilità del medico e a un maggior dialogo col paziente. Si conclude così la vicenda che, nei mesi scorsi, ha attirato polemiche e critiche, tanto da parte dei cittadini che dei medici. Ma ecco le novità:

Nuove prestazioni. Oltre a una gamma di nuove prestazioni a cui i cittadini potranno accedere, i nuovi Lea introducono novità sul 'Decreto Appropriatezza', approvato a dicembre scorso con l'obiettivo di limitare le prescrizioni inutili. "Nato con l'obiettivo di creare una cultura diversa che permettesse di responsabilizzare i professionisti nel prescrivere in modo appropriato, - ha spiegato Lorenzin - non ha dato i risultati sperati". Con i nuovi Lea, "abbiamo superato quel provvedimento".

Libertà di prescrivere secondo necessità e coscienza. Non solo non ci saranno sanzioni, come già previsto da una delle modifiche introdotte in questi mesi, ma viene ribadita la libertà di prescrivere secondo necessità e coscienza. "Il medico potrà continuare a prescrivere tutto quello che riterrà necessario alla tua salute": ribadisce un manifesto ad hoc che verrà diffuso negli studi medici per informare i cittadini del cambiamento. Se non è un dietro front poco ci manca. Ma, di fatto, il tema dell'appropriatezza resta. Si introduce infatti, "un regime prescrittivo concordato con medici e società scientifiche basato sul senso di responsabilità", ha spiegato Lorenzin. Non ci sarà però l'obbligo di note in ricetta da parte del medico, bensì solo l'indicazione del quesito diagnostico.

Valutazione complessiva. Non ci sarà un monitoraggio della singola prescrizione ma dell'operato complessivo dei prescrittori. Inoltre nel mirino non ci sarà più un ampio paniere di 200 prestazioni 'a rischio inappropriatezza', ma un gruppo ristretto, per lo più relativo a test genetici.

L'accordo. L'accordo, sottolinea Lorenzin "inaugura un nuovo metodo di lavoro insieme alle categorie coinvolte" e garantisce "libertà di prescrizione ma con un occhio alla sostenibilità del sistema". Si ritorna, sottolinea Roberta Chersevani presidente della Federazione ordini dei medici (Fnomceo), "a un'autonomia che deve avere vincoli e dimostrare la responsabilità di una categoria. Il medico potrà continuare a prescrivere perché preoccupato della salute del proprio assistito ma è importante tenere conto di evidenze scientifiche e regole". Fondamentale, poi, aggiunge, "è la comunicazione e la relazione col paziente. L'informazione è centrale nel nostro lavoro perché il paziente che viene messo a conoscenza delle motivazioni può più facilmente accettare un sì o un no da parte del medico".

Fine 'dell'appropriatezza prescrittiva'. "Prendiamo anche favorevolmente atto -  spiega Giacomo Milillo, segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg) - della decisione di abbandonare la chimera della 'appropriatezza prescrittivà che proponeva in realtà un modello di medicina amministrata antitetica ai progressi della ricerca, sempre più orientata alla personalizzazione delle cure".