Parte l’APE, Anticipo Pensionistico

Anap il : 
25 Maggio, 2017
Parte l’APE, Anticipo Pensionistico

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni ha firmato il decreto attuativo dell’APE Social (Anticipo pensionistico), norma prevista nella Legge di Bilancio 2017 approvata alla fine dello scorso anno.

Come si ricorderà, si tratta di una misura sperimentale in vigore dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018 intesa ad agevolare la transizione verso il pensionamento per soggetti svantaggiati o in condizioni di disagio ed è soggetta a limiti di spesa. Infatti, il beneficio è riconosciuto nel limite 300 milioni di euro per il 2017, 609 milioni di euro per il 2018, 647 milioni di euro per il 2019, 462 milioni di euro per il 2020, 280 milioni di euro per il 2021, 83 milioni di euro per il 2022 e 8 milioni di euro per il 2023. 

Le domande per l’accesso all’anticipo pensionistico sociale con i requisiti raggiunti entro il 2017 andranno presentate entro il 15 luglio. Chi raggiunge i requisiti nel 2018 potrà fare domanda entro il 31 marzo 2018. E’ possibile presentare domanda di pensionamento anticipato anche per i lavoratori precoci.

Dati i termini assai stretti per presentare le domande si consigliano quanti hanno diritto a percepire l’APE e vogliono usufruire del beneficio di accelerare i tempi, anche in considerazione del fatto che le domande vengono accolte fino al limite dei fondi che sono stati stanziati.

Quindi presentare quanto prima domanda al Patronato INAPA della Confartigianato. Di seguito riepiloghiamo sinteticamente le caratteristiche del beneficio.

A chi è rivolto: L'APE spetta ai lavoratori, dipendenti pubblici e privati, ai lavoratori autonomi e ai lavoratori iscritti alla Gestione separata che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • disoccupati che hanno finito integralmente di percepire, da almeno tre mesi, la prestazione per la disoccupazione loro spettante;
  • soggetti che assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave;
  • invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;
  • lavoratori dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso all’interno di professioni tassativamente elencate (operai dell'industria estrattiva, dell'edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche; addetti all'assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell'infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Decorrenza e durata: L'indennità è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia o comunque fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata.

Quanto spetta: L'indennità è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L'importo dell'indennità non è rivalutato.

Requisiti: Per ottenere l’indennità è necessario avere, al momento della richiesta, i seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni di età;
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva. Solo per i lavoratori che svolgono attività difficoltose o rischiose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni;
  • maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

L'accesso al beneficio è inoltre subordinato alla cessazione di qualunque attività lavorativa anche autonoma. L'indennità non spetta ai titolari di pensione diretta. È compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata soltanto nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo nel limite di reddito di 4.800 euro annui.