Pensione di cittadinanza: un vero flop per i troppi "paletti"

Anap il : 
15 Maggio, 2019

Cominciano ad arrivare dall'INPS i primi dati sulle richieste di Reddito e di Pensione di Cittadinanza, che ad oggi hanno superato complessivamente un milione. Di queste quelle che riguardano la Pensione di Cittadinanza sono circa il 14-15 per cento. Se la percentuale di quelle respinte dall'INPS si confermerà, come sembra, del 25%, avremmo solo circa 100.000 pensionati che avranno avuto un qualche beneficio da questa osannata e propagandata legge per ridurre la povertà, quando invece sono ben 2.200.000 i pensionati che non superano il trattamento minimo di pensione.

La realtà è che, a causa dei numerosi paletti imposti dalla Legge 26/2019 di conversione del Decreto-legge 4/2019 sul Reddito di cittadinanza, quali gli stringenti limiti reddituali e patrimoniali, nonché quelli anagrafici, la stragrande maggioranza dei pensionati poveri, che sono cioè sotto la soglia di povertà, non avranno diritto ad alcuna integrazione della pensione, o, tutt'al più, avranno diritto ad una integrazione di importo assai modesto.

Non si capisce perché siano stati imposti alcuni requisiti, quali il requisito dei 67 anni di età, che servono solo a contenere il numero dei beneficiari ponendo una seria discriminazione tra nuclei familiari di pensionati ugualmente poveri che si differenziano solo perché, ad esempio, in uno di essi c'è una coppia di anziani ultrasessantasettenni e nell'altro una coppia in cui uno solo è di età inferiore a 67 anni. Ed è ugualmente evidente la natura limitativa del requisito che esclude dal beneficio il pensionato che ha alla Posta più di 6.000 euro (8.000 per una coppia), quando tali piccole somme sono state messe da parte in previsione che dovesse presentarsi un'emergenza, quale un problema di salute. Altra cosa che ci sentiamo di criticare è che quando si ha una casa di proprietà, come accade per la quasi totalità degli anziani, non si ha diritto all'integrazione per l'affitto, e quindi, anche se si dovessero avere tutti gli altri requisiti, il reddito di cittadinanza non sarebbe 780 euro, bensì 630.

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