Il reddito di inclusione è diventata legge

Anap il : 
21 Marzo, 2017

Il Senato ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge delega sul contrasto alla povertà, collegato all’ultima legge di Stabilità, che delega il Governo ad inserire, per la prima volta nel nostro Paese, una misura nazionale di contrasto della povertà. La misura è finanziata con 1 Miliardo e 180 milioni per 2017 e 1 Miliardo e 204 milioni per il 2018.

La nuova normativa ha come caratteristica principale quella di prevedere un sostegno economico insieme ad una serie di servizi alla persona, individuati sulla base dei bisogni individuali e con standard qualitativi uniformi su tutto il territorio nazionale. Essa mira a garantire ai singoli beneficiari non solo la possibilità di far fronte a uno stato di indigenza, ma anche il reinserimento nel contesto sociale e lavorativo.

La legge delega contiene già in sé la previsione di una possibile estensione della misura, sia in termini di risorse economiche che del numero dei beneficiari. Si tratta certamente di un primo passo, che però è ancora ben lungi dall’assicurare un sostegno economico a tutti i nuclei familiari che risultano al di sotto della soglia di povertà, valutati attorno al 24,5% della popolazione. Secondo simulazioni fatte, il sostegno riguarderà circa 400mila nuclei familiari, ovvero un milione e 770 mila cittadini.

Per il momento sembrano esclusi, ad esempio, i nuclei familiari composti da sole persone anziane non in attività, dato che tra i beneficiari ci saranno prioritariamente famiglie con figli minori, o con disabilità gravi, donne in gravidanza, persone over 55 disoccupate.

In ogni caso il primo passo consiste nel dare subito concretezza al provvedimento approvando rapidamente i decreti legislativi delegati.

LA LEGGE IN SINTESI: Il reddito di inclusione: La prima misura nazionale di contrasto alla povertà assoluta si chiamerà "reddito di inclusione", che prenderà il posto del Sia (sostegno per l'inclusione attiva, sotto forma di carta prepagata). Sarà condizionata "alla prova dei mezzi, effettuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee)". La misura consiste in un beneficio economico e in una componente di servizi alla persona, assicurati dalla rete dei servizi e degli interventi sociali, attraverso un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, da garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, finalizzato all’affrancamento dalla condizione di povertà. Si supera in questo modo un approccio assistenzialista alla condizione di estrema indigenza. Questi percorsi saranno predisposti da una équipe multidisciplinare.

Riordino delle misure assistenziali: La legge delega prevede il riordino di tutte le misure assistenziali, escluse le pensioni. Il reddito di inclusione sarà dunque una misura unica: una volta a regime, cesseranno di esistere strumenti come la social card anziani e l’Asdi, l’Assegno di disoccupazione. E sarà anche una misura universale, destinata a tutte le persone e le famiglie che versano in condizioni di povertà assoluta.

I destinatari della misura: Il "reddito di inclusione" è destinato, a regime, a sostenere tutte le famiglie in povertà assoluta. L’obiettivo sarà raggiunto in modo progressivo, a partire da 400 mila persone entro il 2017, con priorità per i nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

Finanziamento: Il reddito di inclusione verrà erogato con le risorse del "Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale", già finanziato dalla legge di stabilità 2016 con 600 milioni nel 2016 e 1, 180 miliardi per 2017, 1,204 per il 2018. Ulteriori risorse proverranno dal riordino delle misure attualmente in vigore contro la povertà, che il governo dovrà effettuare con i decreti attuativi. Il Fondo per la lotta alla povertà sarà rifinanziato ogni anno, con la legge di Bilancio.

Possibile rinnovo e decadenza: Nei decreti attuativi, il governo dovrà specificare la durata e le cause di decadenza del beneficio. Il reddito di inclusione potrà essere rinnovabile, eventualmente dopo un periodo di sospensione, in seguito alla verifica della persistenza dei requisiti, con la definizione di un nuovo progetto personalizzato.

Durata minima residenza Italia per accedere al beneficio: Per beneficiare della misura occorrerà un "requisito di durata minima della residenza sul territorio nazionale nel rispetto dell’ordinamento dell’Unione europea". Il Governo sta lavorando ai decreti attuativi, per una rapida entrata in vigore del reddito di inclusione.