Tim aumenta la bolletta del telefono: raddoppia il costo delle telefonate da fisso. Torna anche lo scatto alla risposta. L’aumento non riguarda i clienti dell’offerta “tutto compreso”

Anap il : 
15 Marzo, 2016
Tim aumenta la bolletta del telefono: raddoppia il costo delle telefonate da fisso. Torna anche lo scatto alla risposta. L’aumento non riguarda i clienti  dell’offerta “tutto compreso”

Tim ha annunciato l’aumento della bolletta del telefono di casa a causa del raddoppio del costo  per le chiamate dal numero fisso e del ripristino dello scatto alla risposta. Saranno interessate all’aumento circa 700mila famiglie su un totale di 17 milioni di clienti di Telecom Italia, recentemente passati sotto la gestione del marchio Tim. Si tratta di tutti quei clienti che non hanno ritenuto conveniente aderire all’offerta ‘tutto compreso’ che l’azienda propone a 29 euro al mese.

Gli aumenti di Tim per le chiamate dal telefono fisso: Dal 1° aprile la tariffa per le telefonate da casa passerà da 10 a 20 centesimi al minuto più altri 20 centesimi per lo scatto alla risposta, per un totale di 40 centesimi, per una telefonata da un minuto per tutti i clienti Tim che hanno ancora una tariffa a ‘consumo’. Rimarrà invariato il canone mensile di 18,54 euro e la tariffazione a scatti anticipati di 60 secondi.

Tutti clienti che, a questo punto, potrebbero prendere in considerazione l’opportunità offerta da Tim per passare a tariffe flat; per tutti gli altri, i cosiddetti clienti ‘basso spendenti’, l’azienda fa sapere che si tratterà comunque di un aumento mensile minimo.

La strategia di Tim: tutti con le tariffe flat: E’ chiara la strategia che sta dietro alla mossa di Tim, che già lo scorso anno, con Telecom, aveva provato ad eliminare in blocco le tariffe a consumo dei telefoni fissi trasferendole sotto il piano tariffario Tutto Voce a 29 euro al mese. Una decisione unilaterale basata sul principio del ‘consenso assenso’ prontamente bloccata da Agicom, l’autorità garante delle telecomunicazioni secondo la quale Telecom non teneva conto della volontà di quei clienti non interessati ai pacchetti aggiuntivi (Adsl e traffico internet) compresi nell’offerta Tutto Voce.

Il raddoppio del costo delle telefonate da fisso dovrebbe consentire di aggirare il divieto dell’Autority ‘convincendo’ i clienti a passare alla tariffa flat che, per l’occasione, viene offerta per un anno al costo di 19 euro al mese.

L’obiettivo per Tim è quello di allargare l’utenza della banda ultra veloce per ammortizzare gli ingenti investimenti fatti per l’introduzione della nuova tecnologia e per semplificare la gestione dei clienti.

Telecom, raddoppiano i costi da chiamate fisse a 20 cent al minuto

Torna lo scatto alla risposta per i clienti che hanno solo la linea telefonica base. Dal primo aprile il prezzo delle chiamate a consumo verso i telefoni fissi e i cellulari nazionali dell’offerta Voce aumenta di 10 centesimi al minuto

A conti fatti sarebbero circa 700mila. Il 3 per cento della clientela totale Tim (17 milioni circa). Gli abbonati alla sola «rete fissa». Potremmo definirli gli irriducibili del pagamento a consumo: «Pago solo quanto telefono, nulla di più, nulla di meno». Sono refrattari anche al mondo di Internet, tanto che non hanno optato per un pacchetto che comprenda anche il traffico dati, percepito evidentemente come superfluo nonostante gli sforzi (e gli investimenti) degli operatori per sbarcare (finalmente) sulla banda ultra-larga.

Sono gli stessi che hanno giudicato insoddisfacente anche l’offerta di Tim di 29 euro al mese del (solo) traffico «Voce». Presentata a maggio scorso proprio per incentivarli a scegliere una tariffazione di tipo «flat». Preferiscono invece pagare un canone fisso di 19 euro perché sono convinti che quel differenziale di 10 euro di chiamate non venga effettivamente consumato ogni 30 giorni. Alcuni sono solo pigri, perché ritengono che procedere alle modifiche contrattuali con l’azienda sia soltanto una perdita di tempo. Oppure ancora perché sono abbonamenti telefoniche per «seconde case». Utilizzati soltanto nel periodo estivo per un breve lasso di tempo nell’epoca del boom della telefonia mobile.

Ecco, per loro, dal primo aprile Tim ha deciso di cambiare le condizioni commerciali per rendere remunerativo anche questo segmento di mercato, "ultra-ortodosso", "integralista" nella volontà di non aderire a qualunque tipo di pacchetto. Per loro il costo della telefonata raddoppierà da 10 a 20 centesimi al minuto. Verrà anche re-inserito il vecchio balzello dello scatto alla risposta che sarà di 20 centesimi che era stato tolto a novembre 2014. Un salasso.

Ovviamente sono già partite le comunicazioni alla clientela. Da subito con un annuncio pubblicato sui principali quotidiani. A breve l’avvertenza — come prevede la normativa in tutela dei consumatori — verrà inserita anche in bolletta. Cartacea, per chi ha questo tipo di domiciliazione. Telematica per chi l’addebito su conto corrente e gestisce le fatture in maniera elettronica.

In filigrana si può osservare che Tim — che ha recentemente inglobato sotto questo marchio anche Telecom Italia mettendo sotto un unico cappello la clientela mobile e quella fissa — sta ripensando le proprie strategie commerciali. L’indirizzo programmatico è ciò che potremmo definire un’esortazione alla tariffazione di tipo "flat", per appartamento, omnicomprensiva. Più facile da gestire, anche in termini di costo-contatto. Meno sfuggente. Sicuramente ideale per sfruttare le potenzialità infinite della banda ultra-veloce su cui si stanno concentrando gli investimenti di Tim fino al cosiddetto «ultimo miglio». Fino alle nostre case.

Bisognerà vedere se l’iniziativa sortirà l’effetto voluto. Certo i margini di manovra per gli ultimi "romantici" delle telefonate a consumo sono davvero risicati. A meno di dover parlare in maniera telegrafica per non vedersi riconoscere il costo aggiuntivo in bolletta.