Antibiotici

Come ogni anno con l’arrivo l’aumento delle patologie virali dell’apparato respiratorio (comprese le forme influenzali e parainfluenzali), ripropone il problema del corretto utilizzo dei farmaci, in primis degli antibiotici. Sebbene sia noto come gli antibiotici non abbiano alcun effetto sulle patologie di origine virale, puntualmente ogni anno viene segnalato un utilizzo errato di tale classe di farmaci.

Il loro uso, infatti, va riservato alle forme batteriche sicuramente diagnosticate dal medico o, al massimo, come copertura e prevenzione di complicanze in soggetti particolarmente fragili con una pregressa storia clinica ben identificata. In molti oltre ad intraprendere inutilmente la terapia antibiotica, in molti casi la si attua in maniera scorretta: sono tanti i casi in cui una forma virale pochissimi giorni, e spesso accade che nel momento in cui la febbre scompare, si venga tentati dall’interrompere la terapia antibiotica da poco intrapresa, o si riduca il dosaggio del farmaco.

In entrambi casi si commette un gravissimo errore. Anche quest’anno l’Agenzia rinnova il messaggio mirato alla sensibilizzazione dell’uso razionale di questa categoria di medicinali con una Campagna di comunicazione. Uno dei messaggi principali della Campagna AIFA è quello di non usare gli antibiotici per curare virus o raffreddori e assumerli solo se necessario. Una volta iniziata la terapia, poi, è fondamentale attenersi scrupolosamente alle indicazioni di dosi e durata, perché interrompere arbitrariamente il trattamento prima del tempo rende i batteri sempre più "forti".

La situazione all’estero non è migliore. Urgente, grave, preoccupante: nell’ordine sono i tre livelli di rischio previsti dalla nuova classificazione dei batteri resistenti agli antibiotici, introdotta dai Centers for disease control and prevention (Cdc) americani. Quella della resistenza agli antibiotici è una nuova problematica per il mondo occidentale, in quanto da tempo non sono state commercializzate nuove famiglie di questi farmaci Alcuni germi sono particolarmente pericolosi. Per esempio Klebsiella pneumoniae e Acinetobacter baumannii sono batteri gram negativi che provocano un’infezione diffusa a tutto l’organismo (sepsi o setticemia) per la quale, al momento, non sono disponibili antibiotici efficaci. La correttezza dei nostri comportamenti risulta pertanto indispensabile nel controllo di tale fenomeno.

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