La tecnologia al servizio della prevenzione

Si stima che nel 2020 in Italia i malati di Alzheimer saranno 2.000.000, e tenendo conto che questa patologia rappresenta circa il 65% di tutte le demenze, il problema della non autosufficienza potrebbe riguardare 3.000.000 di persone. La percentuale di questi pazienti che va incontro ad incidenti domestici o al di fuori della propria abitazione è elevatissima (12-15% a seconda delle statistiche).

Nasce da qui l'esigenza di poter monitorare il comportamento di tali soggetti al di fuori ed all'interno delle proprie abitazioni, anche quando il care giver (il responsabile dell'assistenza), che molto spesso è un familiare, non può essere presente. Lo scostamento dai consueti percorsi od abitudini quotidiane rappresenta un primo segnale di allarme nell'evoluzione di tali patologie, ed è molto importante poter usufruire di uno strumento che analizzando i dati forniti da sistemi di monitoraggio possa memorizzare gli eventi e segnalare eventuali scostamenti (algoritmo di predittività).

A questo scopo sono stati progettati i device di geolocalizzazione con giroscopio e cardiofrequenzimetro per l'uso outdoor ed i kit di domotica di primo livello per l'installazione nelle abitazioni. Questi due sistemi sono in grado di comunicare tra loro e creare un algoritmo (un calcolo matematico modificabile) che individua le abitudini caratteristiche di ogni paziente e di conseguenza, in caso di scostamenti da esse, generare allarmi.

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