2016 - Elaborazioni Flash Alzheimer

Speciale IX "Giornata Nazionale dell'Alzheimer" - Confartigianato ANAP e ANCoS: Alzheimer, demenze senili e invecchiamento della popolazione

In sintesi:
Nel 2015 la spesa sanitaria ammonta a 111.289 milioni di euro ed il 45,6% del totale della spesa sanitaria è assorbito dalla popolazione con 65 anni ed oltre.
 
Il sistema sanitario contribuisce ad una maggiore longevità della popolazione: la speranza di vita in Italia è di 82,8 anni, la quarta più alta tra Paesi dell’Ocse e la seconda nell’Unione europea, e segue quella del Giappone (83,4 anni), della Spagna (83,2 anni) e della Svizzera (82,9 anni). Il 28,6% degli italiani con 65 anni ed oltre dichiara uno stato di salute buono a fronte di una quota del 43,4% media Ocse.

Al 1° gennaio 2016 la quota di anziani con 65 anni ed oltre è salita al 22,0% della popolazione. Le incidenze maggiori in Liguria (28,0%), Friuli-Venezia Giulia con il 25,1%), Toscana (24,8%), Umbria (24,6%) e Piemonte (24,5%), le minori in Campania (17,6%), Provincia Autonoma di Bolzano (19,0%), Sicilia (19,9%), Calabria (20,2%) e Puglia (20,5%).
Le persone che soffrono di Alzheimer o demenze senili sono 560 mila, il 9,3 per mille della popolazione. La natura di queste malattie le porta a concentrarsi tra le persone con 65 anni ed oltre che contano infatti 544 mila casi (97,1% del totale).
Secondo il trend di crescita del 43% previsto per i Paesi del G7, nel 2030 in Italia i malati di Alzheimer o demenze senili saranno 800.800, con un ritmo di crescita di 39 nuovi malati al giorno. L’incidenza delle persone di 65 anni ed oltre malate di Alzheimer o demenze senili è di 42,8 persone su mille della stessa classe di età; si supera il 50 su mille nelle Marche (58,7 per mille), in Calabria (57,4 per mille), in Sicilia (55,5 per mille), in Puglia (52,5 per mille), in Umbria (51,9 per mille) e in Emilia-Romagna (51,3 per mille).
L’incidenza dell’Alzheimer e delle demenze senili è maggiore tra le donne con un tasso standardizzato dell’1,3%, a fronte di uno 0,5% degli uomini. Nell’arco di otto anni (2005-2013) l’incidenza dell’Alzheimer e le demenze senili è cresciuta del 50,0%, terzo aumento maggiore dietro a tumore maligno (+60,0%) e malattie della tiroide (+51,5%).
 
L’analisi per le persone con 65 anni ed oltre dell’indice di salute mentale (MHi, Mental Health index) - che sintetizza la percezione di ansia, depressione, perdita del controllo comportamentale ed emozionale e benessere psicologico - evidenzia una miglior performance degli uomini con un valore di 66,8 contro il 59,9 delle donne. Salute mentale migliore al Nord: Provincia Autonoma di Bolzano (69,9%), Friuli-Venezia Giulia (68,7%), Provincia Autonoma di Trento (68,5%), Veneto (67,3%) e Lombardia (66,9%). Salute mentale peggiore nel Mezzogiorno: Campania (57,4%), Calabria (58,4%) e Sicilia (58,8%). Nell’arco degli otto anni tra il 2005 e il 2013 lo stato di salute è in lieve calo dello 0,6 e generalizzato per uomini e donne, ma si rilevano dei miglioramenti per il Veneto (3,2 punti in più), la Liguria (2,6 punti in più) e l’Umbria (2,4 punti in più).
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