Abitudini di acquisto: i giovani più attenti al prezzo, gli adulti alla qualità. E’ ricerca Eurispes

Martedì, 16 Luglio, 2013
Abitudini di acquisto: i giovani più attenti al prezzo,  gli adulti alla qualità. E’ ricerca Eurispes

Eurispes e Focus,  in collaborazione con Dacia, hanno svolto un’indagine sulle abitudini di acquisto degli italiani, con particolare attenzione ai consumi intelligenti.

Che cosa influenza le scelte di acquisto dei consumatori? Dall’indagine emergono due profili molto caratterizzati: il campione si divide tra chi mette al primo posto il fattore economico e quindi il costo (46,5%) del prodotto e chi la qualità (44,4%). A sorpresa la marca è un fattore determinante negli acquisti solo nel 3,3% dei casi.

Più attente all’aspetto economico nelle scelte di acquisto sono le donne (49,4% contro il 42,3% degli uomini), mentre gli uomini tendono a privilegiare il fattore “qualità” (47,4% contro 42,4%). Tra i consumatori con un’età compresa tra 18 e i 29 anni c’è una maggiore attenzione al prezzo: è il primo criterio di scelta per ben il 55,3%, a fronte del 45,9% dei 30-44enni, del 41,1% dei minorenni, del 38,5% dei 45-64enni, del 33,9% di chi ha 65 anni e più. Per gli adulti tra i 45 ed i 64 anni invece conta soprattutto la qualità (50,8%) rispetto al costo (38,5%). Per gli over65 è più importante la facile reperibilità dei prodotti (per il 13,2% è il fattore determinante), la qualità (40,5%) e la marca (8,3%); anche se uno su tre si fa influenzare soprattutto dal costo di un prodotto.

Consumatori consapevoli e attivi. Informati nella scelta. Informarsi sulle caratteristiche di un prodotto o un servizio prima dell’acquisto è un’abitudine diffusa nel 77,3% dei casi (“sempre” 40,4% o “spesso” 36,9%); mentre il giudizio di altri consumatori influisce solo per il 48,8% (“spesso” 39%; “sempre” 9,8%)

La gran parte dei consumatori intervistati ha l’abitudine di mettere a confronto prodotti di diverse marche: quasi la metà (49%) lo fa spesso, il 27,1% sempre; il 20,7% qualche volta e solo il 3,2% mai. A conferma della forte attenzione verso il costo e la qualità dei prodotti, i risultati indicano che oltre la metà del campione (53,1%) valuta sempre, al momento dell’acquisto, il rapporto tra qualità e prezzo; il 34,9% lo fa spesso, il 9,7% qualche volta, solo il 2,2% mai. Alta fedeltà, ma con un occhio attento alle novità. La maggioranza degli intervistati afferma di restare fedele alle marche ed ai prodotti che conosce nel 58,1% dei casi (“spesso” 51,6%; “sempre” 6,5%), il 37,7% qualche volta, il 4,2% mai.

Al tempo stesso la sperimentazione di prodotti nuovi è un’abitudine consolidata: il 52,2% lo fa qualche volta, il 37,7% spesso, l’8% sempre, soltanto il 2,1% mai. E questo accade anche per le offerte speciali alle quali cedono in molti anche quando si tratta di prodotti che non hanno mai provato: il 49% lo fa qualche volta, il 31,3% spesso, il 9,5% sempre. Solo uno su dieci (10,2%) non lo fa mai. Le donne che sperimentano abitualmente prodotti nuovi sono più numerose rispetto agli uomini (9,3% contro 5,9%), come quelle che aderiscono ad offerte speciali anche se si tratta di prodotti che non hanno mai provato (l’11,5% contro il 6,4%).

Costoso non è per forza sinonimo di qualità. Dall’indagine si riscontra una tendenza a non associare rigidamente ad un costo più elevato una maggiore qualità dei prodotti. Per il 64,5% a maggior prezzo corrisponde maggior qualità solo qualche volta, per il 2,2% mai, per il 31,9% spesso e solo per l’1,4% sempre.

Come cambiano le abitudini di consumo. Crisi o maggiore consapevolezza nell’acquisto? A conferma dell’impatto della crisi economica sui consumi, il 70,7% degli intervistati ha modificato i propri comportamenti d’acquisto rispetto al passato. Oltre ad una maggiore oculatezza dettata dalla difficile congiuntura economica, influisce su questa tendenza anche una mutata consapevolezza dei consumatori e la possiblità, offerta soprattutto dalle nuove tecnologie, di informarsi, confrontare le caratteristiche del prodotto o del servizio e avere fede da chi ha già provato un determinato bene.

Le consumatrici hanno ridefinito maggiormente le proprie abitudini: nel complesso un terzo degli uomini ha mutato abitudini di consumo per nulla o poco, contro un quarto delle donne. Rispetto alla tipologia dei prodotti a disposizione del consumatore: il 59,9% preferisce prodotti non di marca; il 47,6% fa la spesa rivolgersi direttamente al produttore, prediligendo prodotti alimentari a chilometro zero, il 37,5% sceglie di acquistare beni solo nei punti vendita di fiducia e solo il 27,6% usa come canale preferenziale d’acquisto le bancarelle o i mercatini.

Nonostante la difficile situazione di crisi economica, gli italiani continuano a prestare attenzione alla selezione dei prodotti alimentari (53,5%), ulteriore segno di una cultura e di una tradizione dell’alimentazione radicata e irrinunciabile. Si rileva una certa sensibilità nell’acquisto di apparecchiature tecnologiche (19,4%) e nei prodotti di abbigliamento e calzature (11,6%). Seguono viaggi e le vacanze (8%), le automobili (3,8%) e i beni di arredamento (1,6%). Ci si affida alla Rete per scegliere, tranne quando si tratta di cibo. Rispetto alla ricerca di informazioni sui prodotti alimentari, gli italiani dichiarano di rivolgersi solo qualche volta ai forum o siti (41,1%) oppure mai (40,7%).

Prodotti low cost, offerte speciali e promozioni: opportunità da prendere al volo?  Solo il 4% dei consumatori di fronte ad offerte speciali e sconti tende ad acquistare di più indipendentemente dalle proprie necessità, anche se il 34,2% si lascia influenzare abbastanza. D’altra parte, il 44,1% degli tende ad acquistare poco e il 17,7% per niente in questo modo. La qualità del servizio fornito al consumatore dopo l’acquisto di un prodotto può influire sulla propensione all’acquisto diventando, così, un aspetto di grande rilievo: per il 55,3% degli italiani raggiunti dall’indagine è abbastanza rilevante, per il 26,3% è addirittura molto importante, mentre è poco significativo per il 16,9% e per niente considerevole solo per l’1,5%.

Shopping low cost: che cosa mettono gli italiani nel carrello. Agli intervistati è stato poi chiesto nell’acquisto di quali tipi di prodotto è disposto a scegliere il low cost: ben il 69,6% non intende comprare e quindi consumare alimenti di basso valore economico, il 40,3% degli italiani è poco disposto a scegliere questi prodotti e il 29,3% per niente. Tra i più restii a consumare cibi low cost vi sono coloro che vivono nel Sud del Paese (33,9%) e nel Centro Italia (31,6%), mentre cedono poche volte all’acquisto di tali alimenti gli intervistati del Nord-Ovest (41,9%), del Nord-Est (40,2%) e delle Isole (41,2%).

Consumi intelligenti. Tra le forme di “consumo intelligente”, quella maggiormente sperimentata è il prestito di libri in biblioteca (74,9%), seguito dal taxi condiviso (24,6%), il book crossing (18,4%) e il bike sharing (14,2%); il car sharing, il car pooling e lo scambio di case per vacanze risultano essere le meno utilizzate, tanto che rispettivamente solo il 9,7%, il 9% e il 6,2% del campione dichiarano di aver usufruito di tali forme di consumo. Modalità di acquisto on line: prodotti, servizi e gruppi di acquisto. Meno di un intervistato su 10 (8,4%) di non aver mai effettuato acquisti su Internet, il 40% qualche volta, il 43% spesso e infine l’8,6% dichiara di compiere sempre online i propri acquisti.