Alzheimer: Alimentazione sana e dinamismo cerebrale per predire la malattia

Alzheimer: Marigliano, Direttore del Dipartimento di Scienze dell'invecchiamento de "La Sapienza" di Roma, "Alimentazione sana e dinamismo cerebrale per predire la malattia".

Roma, 3 aprile 2014: «Prevenire è meglio che curare e nel caso dell’Alzheimer prevenire significa anche predire». È quanto sostiene il professor Vincenzo Marigliano, direttore del Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento presso l’Università di Roma “La Sapienza”, in merito al progetto “Predizione e Prevenzione della malattia di Alzheimer”, portato avanti insieme all’Anap-Confartigianato ed all’ANCoS-Confartigianato. L’iniziativa si svolgerà nelle principali piazze italiane il 5.4.2014 e  consiste nella somministrazione di questionari diretti a testare lo stato di salute dei cittadini.

Se è vero che con l’aumentare dell’età possono manifestarsi più frequentemente segni di deficit cognitivo, e che il genere femminile è affetto da tali disturbi in misura maggiore rispetto a quello maschile, è anche vero che i cambiamenti socio-demografici in atto impongono un’analisi più sottile dei dati raccolti dall’analisi dei test somministrati.

Ad oggi, la popolazione è anagraficamente più vecchia rispetto al passato, ma biologicamente più giovane. Risulta, perciò, difficile attribuire sempre e comunque agli over 65 le caratteristiche fisiche, psicologiche, sociali e comportamentali proprie della figura che nell’immaginario collettivo corrisponde a quella del senior. Inoltre, la durata media della vita delle donne è maggiore rispetto a quella degli uomini, quindi è più facile che negli ultimi anni della loro esistenza esse siano sottoposte a un rischio maggiore di subire malattie in relazione all’età.

«La velocità dell’orologio biologico di ogni essere umano dipende dall’interazione tra patrimonio genetico e ambiente, e ricerche sul campo, come l’indagine campionaria sulla predizione dell’Alzheimer possono favorire la prevenzione e la diagnosi precoce della demenza. Infatti – chiarisce il professor Marigliano – benché non si possano considerare fattori di rischio determinanti elementi come la razza, la professione, la posizione geografica e il livello socio-economico, autorevoli studi internazionali mostrano come il declino cognitivo sia correlato anche al grado di istruzione del soggetto in esame. Inoltre, patologie come il diabete, la sindrome metabolica e l’ipertensione arteriosa influiscono sull’insorgenza della demenza vascolare. Per queste fondamentali ragioni è indispensabile sensibilizzare la popolazione a condurre uno stile di vita che prediliga una sana alimentazione e sia caratterizzato da una spiccata attività sia fisica che cerebrale».