Anziani con case di valore che non arrivano alla fine del mese

Giovedì, 5 Ottobre, 2017
Anziani con case di valore che non arrivano alla fine del mese

Molti anziani si trovano a possedere, dopo che i figli sono andati via da casa, abitazioni di valore e contemporaneamente dispongono di un reddito basso. Sono circa 1,3 milioni i nuclei di anziani che hanno un reddito inferiore a 20 mila euro l’anno e però possiedono una casa che ne vale almeno 200 mila. Ancora più alta è la percentuale di anziani (21%) che abitano in casa di proprietà e hanno una capacità di risparmio basso o nullo. Lo mette in evidenza uno studio che propongono alcuni strumenti che si affiancano all’istituto della nuda proprietà e al prestito vitalizio ipotecario.

Uno studio per la Fondazione Cariplo pone una riflessione sulla ricchezza immobiliare (statica) degli anziani made in Italy e su come possa essere messa in circolo agevolandoli nel caso in cui posseggano redditi bassi. Questo sia per sostenerli economicamente e per eventuali spese sanitarie, sia per favorire figli e nipoti al momento del bisogno e non solamente con l’eredità. Lo studio è stato presentato a Milano il giorno della "festa dei nonni".

La necessità di rendere liquida una parte o la totalità della ricchezza rappresentata dalla casa di abitazione oggi, secondo lo studio, è più forte che in passato per una pluralità di ragioni. Le politiche pensionistiche sono meno generose di una volta, la vita media si allunga e il rischio non autosufficienza aumenta, molti anziani non hanno figli e quindi hanno anche basse motivazioni a lasciare un’eredità e, infine, la disoccupazione giovanile spesso richiede l’aiuto dei nonni. Però è bassa la percentuale di anziani interessati a rendere liquida la loro ricchezza immobiliare.

Come si risolve? Lo studio propone la predisposizione di adeguati strumenti giuridici/finanziari e con la mobilitazione di soggetti non profit che possono rimuovere ostacoli di carattere operativo e di ordine psicologico.

In Italia esiste l’istituto della nuda proprietà, che però non ha mai avuto grande successo, e dal 2015 esiste una buona legge che regola il prestito vitalizio ipotecario. Secondo lo studio si possono mettere in atto ulteriori iniziative per tranquillizzare gli anziani. Si va dall’attività di informazione-consulenza fino alla creazione di un fondo chiuso di investimento immobiliare specializzato nell’acquisto di nude proprietà oppure alla cartolarizzazione dei prestiti vitalizi.