Anziani e Welfare: quale sostenibilità?

Mercoledì, 16 Maggio, 2012
Welfare e anziani

"Anziani e Welfare: quale sostenibilità? Proposte per il recupero di efficienza nel settore sanitario e ospedaliero". Si è svolto mercoledì 9 maggio, presso la Sala della Mercede della Camera dei Deputati, il Convegno su Welfare e sanità, giunto alla sua seconda edizione, organizzato da Ageing Society e Federsanità ANCI, in collaborazione con Fiera Milano Media.

L’iniziativa, che ha coinvolto una vasta platea composta da rappresentanti di realtà sanitarie pubbliche e private, ma anche di associazioni e imprese impegnate nella tutela dei diritti e degli interessi degli anziani, ha rappresentato un importante momento di confronto con il mondo politico (rappresentato da numerosi esponenti di Camera e Senato) sul problema del reperimento di nuove risorse per una popolazione che invecchia ed ha quindi sempre maggiori esigenze di assistenza sanitaria e sociale, limitando gli sprechi e contribuendo alla richiestissima e quanto mai attuale "spending review".

Nel corso del convegno è stata presentata la sintesi elaborata dall’Osservatorio della terza età di Aging Society su dati del Ministero della Salute 2011 relativi alle spese sostenute regione per regione per l’acquisto e la fruizione di servizi non sanitari nelle strutture di degenza gestite dalle ASL di competenza (dal riscaldamento alla mensa, dalla lavanderia alle pulizie e allo smaltimento dei rifiuti, dall’energia alla telefonia).

Lo studio ha sottolineato profonde difformità nei costi sostenuti nelle varie realtà regionali oggetto di osservazione – spesso difficili da spiegare – e la conseguente necessità di uniformare il più possibile le spese sull’esempio delle regioni più virtuose, che riescono ad offrire servizi di qualità senza incorrere in eccessivi sprechi.

L’armonizzazione e la revisione di tali costi, estese a tutte le regioni, comporterebbero, in base a quanto emerso dalla ricerca, un risparmio pari a un miliardo e 690 mila euro, che corrisponde a circa il 50% della spesa globale per i servizi non sanitari. Ciò inciderebbe notevolmente sulla qualità delle prestazioni, riducendo i costi sostenuti dal SSN ed incidendo in maniera meno “dolorosa” sulle tasche degli anziani e delle loro famiglie, che più di altri subiscono gli effetti della crisi economica, dei tagli alle pensioni ed ai servizi socio-sanitari.