L’assistenza domiciliare integrata: cresce la richiesta, ma la diffusione non è capillare

Mercoledì, 2 Ottobre, 2013
L’assistenza domiciliare integrata: cresce la richiesta, ma la diffusione non è capillare

Quasi 600 mila anziani sono stati assistiti al proprio domicilio nel 2010. I dati, peraltro datati, sono stati elaborati dal centro studi di Sanità in Cifre, che ha  rilevato un aumento del numero di pazienti trattati in assistenza domiciliare integrata, ADI, con un incremento dell’1,7%rispetto all’anno precedente.

L’84% dei servizi è stato erogato agli anziani, con una percentuale  invariata rispetto al 2009. Per quanto riguarda la distribuzione dei servizi sul territorio, Bolzano è il fanalino di coda per i pazienti in età senile, mentre Liguria ed Emilia-Romagna registrano i valori più elevati, sfondando la soglia del 90%. Le regioni del Centro hanno una richiesta maggiore di assistenza domiciliare integrata per i pazienti terminali. Numeri che fanno ben sperare, ma che mostrano in parallelo un’erogazione dei servizi sanitari sul territorio ancora deficitaria e una scarsa integrazione tra ospedale e territorio. Situazione che si traduce in una bassa qualità dell’assistenza fornita a chi ha patologie croniche invalidanti e una conseguente ricaduta sulle famiglie. I tempi di attesa per l’attivazione del servizio sono abbastanza soddisfacenti, anche se nel 5% dei casi si superano le due settimane per ricevere i  farmaci e i presidi indispensabili come i materassi antidecubito.

La scarsa organizzazione sanitaria sul territorio comporta un aggravio economico a carico del Sistema Sanitario, legato all’elevato numero di ricoveri ospedalieri inappropriati e allo spreco di risorse. In più molti malati non ricevono un’adeguata continuità assistenziale e lo sforzo economico richiesto alle famiglie è davvero ingente. Il 48% dei nuclei familiari è stato costretto a ricorrere a servizi a pagamento per integrare le prestazioni fornite dal sistema sanitario. Il 31% delle famiglie ha dovuto acquistare di tasca propria farmaci necessari per l’assistenza – con una  spesa di quasi mille euro al mese – e il 23% ha fatto ricorso ad una badante per l’assistenza al paziente, spendendo fino a 1.500 euro al mese. Costi che vanno ad incidere sul bilancio familiare, spesso messo a dura prova dalla crisi economica.