Bce: Il reddito degli italiani in forte calo. Occorrono maggiori sforzi da parte dell’Italia

Giovedì, 26 Giugno, 2014
Bce: Il reddito degli italiani in forte calo. Occorrono maggiori sforzi da parte dell’Italia

Nel Bollettino mensile la  Bce conferma come in Europa sia in atto una ripresa «meno intensa del previsto», così come ribadisce le preoccupazioni per un'inflazione pericolosamente tendente allo zero, per un alto tasso di disoccupazione e per un reddito famigliare in forte contrazione a partire dal 2009, almeno nei Paesi dove gli squilibri delle finanze pubbliche sono più evidenti (Italia inclusa). La Banca centrale guidata da Mario Draghi precisa comunque che il rischio di deflazione nell'Eurozona «sembra remoto allo stato attuale». E aggiunge che «il protrarsi di tassi d'inflazione positivi ma bassi potrebbe essere, in determinate circostanze, fonte di timori e richiedere un'appropriata risposta in termini di politica monetaria». Ovvero, la Bce è pronta a adottare strumenti «non convenzionali» per garantire liquidità al sistema.

Italia, calo «ininterrotto» del reddito famigliare

Scendendo nel particolare, in termini di reddito disponibile, l'Europa appare sempre più divisa in due, con alcuni Paesi che marciano, altri che arrancano. I Paesi dell’eurozona «non sottoposti a tensioni (ossia Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria e Finlandia), si legge nel Bollettino, hanno registrato una robusta crescita del reddito disponibile delle famiglie dal 2010, mentre nei Paesi soggetti a tensioni (ossia Italia, Spagna, Grecia, Irlanda, Portogallo e Slovenia) si è verificato un protratto calo del reddito dal 2009 fino al terzo trimestre del 2013». La Bce precisa che «di recente il reddito disponibile delle famiglie nei Paesi soggetti a tensioni ha dato segni di stabilizzazione» e «in termini reali» è diventato «positivo nel quarto trimestre del 2013, e ciò per la prima volta dalla fine del 2011» per «un rallentamento significativo del calo dell’occupazione e da un aumento dei salari nominali».

Ripresa Eurozona debole

Segnali timidamente incoraggianti, visto anche che il Pil non cresce come dovrebbe: nel primo trimestre dell'anno, il Pil dell'Eurozona è aumentato dello 0,2% sul periodo precedente, un'evoluzione che «conferma la graduale ripresa in atto, pur essendo in certa misura più debole delle attese», si legge nel Bollettino mensile. La Bce sottolinea inoltre come «sebbene dai mercati del lavoro provenga qualche ulteriore segnale di miglioramento, la disoccupazione resta elevata nell'area dell'euro, unitamente a una capacità produttiva inutilizzata che permane nel complesso considerevole».

Italia accresca sforzi risanamento

Per l'Italia, in prospettiva, «è importante che il Paese accresca gli sforzi di risanamento (...) per assicurare sufficienti progressi verso l’obiettivo» di far scendere il rapporto tra debito e Pil. A inizio giugno, ricorda la Bce, «la Commissione europea ha segnalato che l’Italia dovrebbe rafforzare le misure di bilancio per il 2014 alla luce del divario emergente rispetto ai requisiti del Patto di stabilità e di crescita, in particolare per quanto concerne il parametro di riferimento del debito».