Cer: timidi segnali di risveglio

Martedì, 24 Marzo, 2015
Cer: timidi segnali di risveglio

Il CUPLA, del quale fa parte l’Anap, ha da tempo un rapporto di collaborazione con il CER (Centro Europa Ricerche), che per nostro conto ha svolto ultimamente lo studio sulla perdita di potere di acquisto delle pensioni, che come si ricorderà è stato presentato in occasione della Manifestazione che il CUPLA ha svolto a Roma al Cinema Quirino il 24 settembre scorso.

Con il CER sono in vista altre iniziative future, ma il rapporto di collaborazione si esplica anche con l’invio da parte dell’Istituto di ricerca del “Rapporto CER” e dei suoi aggiornamenti tramite il bollettino riguardante la congiuntura italiana, un’analisi sui principali indicatori economici che sono assai utili per comprendere le tendenze dell’economia italiana. Il bollettino di marzo è ricco di dati e di spiegazioni. Riteniamo utile pubblicarne un piccolo pezzo che dà l’estrema sintesi dell’andamento economico, che ci interessa come cittadini e come pensionati, perché – come sosteniamo da sempre – senza crescita non è pensabile migliorare il nostro welfare.

“I dati di gennaio 2015 confermano, al netto di alcuni salti statistici, il lento miglioramento nella dinamica delle più importanti variabili bancarie. Gli impieghi alle famiglie si avvicinano all’espansione, i tassi di interesse rimangono su livelli eccezionalmente bassi, le sofferenze alle imprese confermano il rallentamento. Il credito alle imprese rimane in territorio negativo, ma la rilevazione è viziata da un salto di serie del gennaio 2014 che fa peggiorare la variazione annua. Al netto di questo dato, il credito alle imprese è rimasto sostanzialmente stabile tra dicembre 2014 e gennaio 2015.

Dal prossimo mese si avrà una dinamica non più viziata da variazioni statistiche e si capirà meglio se la fase di miglioramento è ancora in corso. Sul versante della raccolta bancaria non ci sono rilevanti cambiamenti. L’aggregato continua a contrarsi a causa della forte riduzione dello stock di obbligazioni. Rimane vivace la crescita dei depositi in conto corrente mentre iniziano a calare in modo più evidente i depositi a durata prestabilita. La liquidità attinta dalle banche presso la Banca d’Italia è calata di quasi 22 miliardi. Le MRO (Operazioni di Rifinanziamento principale) sono raddoppiate arrivando a 30,5 miliardi, mentre le LTRO (Piani di Rifinanziamento a Lungo Termine) scendono di quasi 37 miliardi per effetto dei rimborsi delle aste a tre anni ormai in scadenza. Per quel che riguarda i tassi di interesse, si nota un generalizzato calo e il tasso interbancario overnight si conferma in territorio negativo.

Il 2015 comincia in modo molto positivo per la raccolta dei fondi comuni aperti, che segnano una raccolta positiva di quasi 6,5 miliardi continuando nel trend di crescita ormai in atto da oltre due anni. Riassumendo, il mese di gennaio ha confermato il rallentamento nel ritmo di crescita delle sofferenze delle imprese. Ciò ha avuto un ulteriore impatto positivo sul dato globale che da una crescita di oltre il 20 per cento di un paio di mesi fa, scende a gennaio verso il 15 per cento di crescita su base annua. La situazione delle famiglie rimane la migliore anche se nelle ultime rilevazioni si è registrato nuovamente qualche incremento nel ritmo di crescita.”