Famiglia: al via 1° piano nazionale

Il presidente dell’Anap sullo stanziamento del Governo per l’assistenza domiciliare. «Non autosufficienza, necessari interventi strutturali»
Giampaolo Palazzi: «Gli 81 milioni sono un promemoria. Subito soluzioni fiscali e formazione»

Roma, 27 aprile 2012 - «Le famiglie italiane spendono ogni anno circa 9 miliardi di euro in retribuzioni per le badanti. A fronte di questa enorme spesa, lo stanziamento di 81 milioni di euro, da parte del Ministero della Cooperazione e integrazione con delega alla Famiglia, che in parte andrà a sostenere le politiche per gli anziani non autosufficienti, rappresenta senz’altro un utile “promemoria” per l’urgenza di questo problema, ma non dimostra ancora la volontà di trovare una soluzione strutturale alle necessità degli anziani non autosufficienti». In questo modo il presidente dell’Associazione nazionale anziani e pensionati (Anap) di Confartigianato, Giampaolo Palazzi, ha commentato il piano varato dal Dipartimento per le politiche della famiglia insieme alle Regioni, per destinare altri 45 milioni di euro (oltre ai 36 milioni iniziali) ad asili nido e anziani.

«Il servizio di badantato – prosegue il presidente Palazzi – che riguarda ormai circa 1 milione e quattrocentomila badanti, è necessario per il 6,6% degli anziani ultra-sessantacinquenni. Se le proiezioni dell’Istat si realizzassero, la popolazione italiana nel 2050 sarà composta per il 33,6% di over 65. In considerazione di questo scenario, l’Anap ritiene che il problema della non autosufficienza debba essere affrontato compiutamente, non solo con interventi economici, ma anche fiscali o attraverso un’adeguata formazione del personale infermieristico per l’assistenza domiciliare. Un Rapporto del Fondo monetario internazionale, diffuso lo scorso 11 aprile, ha lanciato l’allarme a tutti i governi nazionali sulle difficili sfide, nel campo del welfare, che ci attendono nei prossimi anni. Si rende dunque sempre più necessario un rapporto sinergico tra governi e associazioni degli anziani che, per il contatto diretto e quotidiano con i problemi degli over 65, possono dare contributi e idee concrete per approntare le risposte più adeguate».