Gazzetta di Modena

Ci hanno raccontato soltanto storie, la burocrazia uccide

Ci hanno raccontato soltanto storie, la burocrazia uccide

Siamo più forti del terremoto, ma non della burocrazia. Si leva forte e chiaro, ancora una volta, il grido di dolore delle imprese strozzate dal sisma e da migliaia di incartamenti che appaiono più come un quiz che un vero tentativo di aiuto. Inoltre, sono sempre di più gli imprenditori convinti che dallo Stato se, come promesso, i risarcimenti danni arriveranno, verranno accreditati sui conti correnti con un notevole ritardo. Se i capitani d'azienda fossero costretti, quindi, ad aspettare l'aiuto del pubblico perderebbero certamente tempo utile in cui, invece, potrebbero cercare di recuperare ordini e rimettere in piedi l'attività.
A farsi portavoce di questo forte disagio avvertito dalla classe imprenditoriale è Giampaolo Palazzi, titolare della Bgp, impresa metalmeccanica. Palazzi è alla guida di uno staff di 23 addetti che ha ripreso a lavorare il 5 giugno e, proprio oggi, si trasferirà nel capannone costruito dopo il sisma.

"Non era possibile immaginare di avere i soldi per la ricostruzione entro gennaio, come promesso da Errani - afferma Palazzi, ex presidente Lapam ed ora Presidente Nazionale di Confartigianato Anap - Era impossibile perchè la convenzione con le banche è stata firmata il 10 di gennaio. Quindi, quest'estate ci hanno raccontato una bella storia. E intanto abbiamo dovuto fare i conti con ordinanze complesse da interpretare e tradurre. Non si sa perchè, infatti, i nostri geometri e ingegneri non riescano a terminare le pratiche per fare domanda di risarcimento. E pochissimi, finora, ci sono riusciti. Sembra che siano 4 le pratiche del modello Sfinge approdate con successo sul tavolo del commissario. Un pò poche non le pare? E pensare che come imprenditori avremmo bisogno di un segnale. Di vedere qualcosa che inizia a muoversi. Se tra noi iniziasse a circolare la voce che almeno un imprenditore ha portato a casa qualcosa potremmo rincuorarci. Per le elezioni dovremmo farci sentire di più: gli imprenditori raramente fanno i populisti e si lasciano dominare dal qualunquismo. I governi precedenti hanno sempre riconosciuto il 100% alle popolazioni terremotate. Perchè noi invece siamo trattati come terremotati di serie B e la Regione inizialmente, si è accontentata del risarcimento fino all'80% , solo perchè noi emiliani siamo bravi? L'ipotesi di un rimborso al 100% uscì con il nascere dei primi comitati: perchè Errani disse che c'era la copertura finanziaria solo per l'80%? Ora il fatto che ci siano ancora persone in albergo e almeno 6/7mila imprenditori che devono fare i conti con questa situazione dovrebbe interessare maggiormente al Paese. Tutte queste aziende non sono ripartite al 100%".

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Lunedì, 4 Febbraio, 2013