Gene della longevità

Uno studio realizzato dall’Università la Sapienza e pubblicato sulla rivista Journal Clinical Endocrinology and Metabolism, ha dimostrato come esista un gene della longevità scoprendolo in un piccolo paesino del Lazio (Campodimele) famoso per la logevità dei suoi cittadini. Gli abitanti di Campodimele presentano valori particolarmente bassi di Colesterolo LDL ( il cosiddetto colesterolo “cattivo”)  e ciò sembra dovuto ad una mutazione del gene che sintetizza la proteina chiamata Angptl3. Questa molecola funziona da "freno" all'eliminazione delle lipoproteine che trasportano il colesterolo e i trigliceridi nel sangue. È stato osservato che i soggetti portatori della mutazione, oltre a presentare valori bassissimi di colesterolo, godono di una notevole protezione dalle malattie ischemiche legate all'aterosclerosi e al diabete. Il gruppo di ricerca è stato coordinato dal Dott. Marcello Arca