I nuovi importi dei contributi per il lavoro domestico

Lunedì, 11 Marzo, 2013
I nuovi importi dei contributi per il lavoro domestico

Con la circolare n. 25 del 1 febbraio 2013, l’Inps ha pubblicato gli “importi dei contributi dovuti per l’anno 2013 per i lavoratori domestici”. Le famiglie italiane che hanno alle proprie dipendenze colf, badanti, baby sitter, ecc, devono calcolare i contributi dovuti all’Inps sulla base di questi parametri. Gli importi sono aggiornati annualmente in base agli indici di prezzo al consumo pubblicati dall’Istat.

Dal 1° aprile 2013 occorre quindi tener conto di tali importi per calcolare il versamento relativo al 1° trimestre del 2013. I valori potrebbero servire anche da subito, in caso di interruzione di un rapporto di lavoro: in questo caso bisogna versare tutti i contributi maturati dal lavoratore fino al momento delle dimissioni o del licenziamento. Le fasce di retribuzione sono state rivalutate, come detto, in base alla variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, nel periodo gennaio - dicembre 2011 e nel periodo gennaio - dicembre 2012, che quest'anno è risultata del 3%.

Una delle novità di quest'anno riguarda proprio i contributi, i quali sono stati suddivisi in due tabelle: la prima da applicare ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato, la seconda, con valori orari più elevati, da applicare a tutti i rapporti a tempo determinato, ad eccezione dei casi in cui l’assunzione sia avvenuta per sostituire un altro lavoratore assente (ad esempio: maternità, ferie, ecc.).

La circolare, infatti, prevede che ai rapporti di lavoro a tempo determinato si applichi un contributo addizionale, a carico del datore di lavoro, pari all’ 1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Nel momento della trasformazione del rapporto da tempo determinato a tempo indeterminato, invece, i datori possono chiedere la restituzione della somma versata in più negli ultimi sei mesi. La restituzione è prevista anche nel caso di riassunzione del lavoratore entro sei mesi dalla scadenza del contratto a termine, con una riduzione del rimborso corrispondente ai mesi che passano tra la scadenza e l'assunzione a tempo indeterminato.