I Ticket sui farmaci aumentati del 40%; il numero delle badanti superiore a quello dei dipendenti di Asl e ospedali; un cittadino su due che paga di tasca propria visite ed esami. Ecco il quadro impietoso della sanità che emerge dal Rapporto Oasi 2012

Martedì, 26 Marzo, 2013
I Ticket sui farmaci aumentati del 40%; il numero delle badanti superiore a quello dei dipendenti di Asl e ospedali; un cittadino su due che paga di tasca propria visite ed esami. Ecco il quadro impietoso della sanità che emerge dal Rapporto Oasi 2012

Ticket sui farmaci aumentati del 40% nel 2011. Più di un cittadino su due che ormai paga di tasca propria visite ed esami sia per non fare le lunghe file nella sanità pubblica sia perchè, tra ticket e superticket, spesso il privato costa addirittura meno.
Ed esplosione del welfare ’fai da te’ con le badanti che ormai superano di gran lunga i dipendenti di Asl e ospedali, attestandosi a circa 774mila contro 646mila.
E’ la fotografia, drammatica, scattata dal Rapporto Oasi 2012 dell’Università Bocconi, presentato dalla Fiaso (la federazione di Asl e ospedali), secondo il quale, di fatto, l’austerity sanitaria si sta traducendo in un taglio dei servizi e con una insoddisfazione sempre più forte da parte dei cittadini.
Secondo i dati del rapporto infatti, nel Centro-Sud oramai la maggioranza dei cittadini giudica inadeguati i servizi offerti dal nostro Ssn (53,5% al Centro e 62,2% al Sud contro una media Italia del 43,9%). E il trend è del tutto negativo, come mostra il 31,7% di assistiti che giudica peggiorati i servizi sanitari della propria regione. Un’altra discriminante nel livello di qualità percepito dagli assistiti è poi la più massiccia politica di tagli che giocoforza hanno dovuto mettere in atto le 8 Regioni in piano di rientro dai deficit: il 57,8% di chi vive in Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Piemonte, Calabria, Puglia e Sicilia si è dichiarato insoddisfatto contro un più modesto 23,3% di ’scontenti’ delle altre Regioni. Una riprova dell’impatto tutt’altro che indolore delle politiche di austerity in sanità. Da notare, infine, chela spesa sanitaria italiana risulta del 21%  inferiore al dato complessivo della media dell’Unione europea (nel 2009 si attestava a meno 19%).