IRPEF

IRPEF

L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) istituita con la riforma del sistema tributario del 1974, è un’imposta italiana diretta, le cui regole di determinazione sono state, negli ultimi anni, oggetto di numerosi interventi del legislatore.
L’imposta si applica sul reddito complessivo del contribuente imponibile fiscalmente. In sostanza dal reddito totale annuo, al netto degli oneri deducibili (vedi oltre) vengono applicati le aliquote progressive e gli scaglioni.  Pertanto il possedere redditi, in denaro o in natura (redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi d’impresa, redditi diversi) rappresenta il presupposto dell’imposta.

È una imposta progressiva, ossia il prelievo cresce in modo più che proporzionale rispetto al reddito ed è di carattere personale in quanto grava sia sui soggetti residenti nel territorio dello Stato, sia sui non residenti. Nel primo caso l’imponibilità è assoluta (ossia vengono assoggettati ad IRPEF tutti i redditi del contribuente, anche se prodotti all’estero) nel secondo caso sono rilevanti esclusivamente quelli prodotti nel nostro Paese.
Nel dettaglio:
 

  • A chi si applica
    Sono soggetti ad IRPEF:
    - coloro che risiedono nel territorio italiano (per tutti i cespiti posseduti e per i redditi prodotti in patria o all’estero).
    - coloro non residenti nel territorio italiano (per i soli redditi prodotti nel territorio italiano).
    - le società di persone e le società di capitali (i cui soci adottano la tassazione per trasparenza, simile a quella delle società di persone) sono tenute alla dichiarazione dei redditi, seppure il pagamento dell’imposta rimane a carico dei soli soci in proporzione alla loro quota di partecipazione agli utili prodotti dalla società stessa.
    Ai fini della verifica della residenza fiscale in Italia occorre fare riferimento ai criteri alternativi e non concorrenti elencati nel comma 2 dell’art. 2 del TUIR che considera residenti coloro che per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni sull’anno solare):
    · sono iscritti nelle anagrafi della popolazione residente;
    · hanno nel territorio dello Stato il domicilio ai sensi delle disposizioni del codice civile (art. 43, comma 1 c.c.);
    · hanno nel territorio dello Stato la residenza ai sensi delle disposizioni del codice civile (art. 43, comma 2 c.c.).
    In presenza anche di sola una delle condizioni sopra citate il contribuente è considerato soggetto passivo IRPEF.
    Come sopra precisato il reddito complessivo rilevante ai fini IRPEF è quello che deriva dalla sommatoria dei singoli redditi che appartengono ad una delle seguenti categorie:
    - redditi di lavoro autonomo
    - redditi di lavoro dipendente
    - redditi d’impresa
    - redditi di capitale
    - redditi fondiari
    - redditi diversi
    Prima di concorrere alla base imponibile complessiva, è opportuno evidenziare che le sopra elencate categorie di redditi presentano regole proprie di determinazione della quota imponibile e di ciò che è considerato esente o deducibile.
     
  • Base imponibile
    L'imposta determinata mediante l’applicazione degli scaglioni e le aliquote progressive, si determina sul reddito complessivo dei soggetti ed è costituito da: tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili, tra i quali, ad esempio i contributi previdenziali obbligatori o facoltativi, l’assegno al coniuge per il suo mantenimento, nonché i contributi versati ai fondi pensione per la previdenza integrativa. Fino al periodo di imposta 2006 era possibile portare in deduzione specifiche deduzioni forfetarie (c.d. “no tax area”) che, con decorrenza dal periodo di imposta 2007, sono state abrogate e sostituite dalle detrazioni d’imposta.
     
  • Esclusi dalla base imponibile
    Sono in ogni caso esclusi dalla base imponibile:
    - i redditi soggetti a tassazione separata, tassativamente elencati dall’art. 17 del D.P.R. 917/1986, a meno che il contribuente non abbia optato, laddove possibilie, per la tassazione ordinaria
    - i redditi esenti dall'imposta e quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva
    - gli assegni periodici destinati al mantenimento dei figli
    - l’assegno per il nucleo familiare, gli assegni familiari e gli emolumenti per carichi di famiglia erogati nei casi consentiti dalla legge
    - la maggiorazione sociale dei trattamenti pensionistici prevista dall'articolo 1 della L. 29 dicembre 1988 n. 544 
     
  • Scaglioni IRPEF ed aliquote (Finanziaria 2007)
    La finanziaria 2007 ha provveduto alla rimodulazione degli scaglioni IRPEF e delle aliquote, nonché alla reintroduzione delle detrazioni d’imposta (secondo lo schema che segue):
    Finanziaria 2007
    Scaglione (espresso in Euro) Aliquota
    fino a 15.000 23%
    da 15.001 a 28.000 27%
    da 28.001 a 55.000 38%
    da 55.001 a 75.000 41%
    da 75.001 43%
    Come sopra precisato la "no tax area" è stata sostituita dalle detrazioni ricondotte al possesso di determinate tipologie di reddito. In estrema sintesi il testo unico delle imposte dirette prevede importi annui di detrazioni differenziate a seconda del reddito ed alternative le une alle altre, in presenza di un reddito complessivo in cui concorre più di una tipologia reddituale.
     
  • Detrazioni oggettive
    In linea generale per i lavoratori dipendenti e determinate categorie di redditi assimilati al lavoro dipendente (ad esempio collaborazioni a progetto) spetta un importo annuo potenziale di euro 1.840,00 che decresce all’aumentare del reddito complessivo fino ad azzerarsi per redditi superiori ad euro 55.000,00.
    Per i pensionati che hanno meno di 75 anni, la detrazione è pari ad euro 1.725,00  euro  che decresce all’aumentare del reddito complessivo fino ad azzerarsi per redditi superiori ad euro 55.000,00.
    Per i pensionati che abbiano un’età uguale o superiore a 75 anni spetta una detrazione di importo maggiore. In particolare, se alla formazione del reddito complessivo dei soggetti di età non inferiore a 75 anni concorrono uno o più redditi di pensione spetta una detrazione dall’imposta lorda, pari a 1.783,00 euro, che decresce all’aumentare del reddito complessivo fino ad azzerarsi per redditi superiori ad euro 55.000,00.
    Infine  per tutti gli altri redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, nonché, per i redditi di lavoro autonomo, per i redditi d’impresa minore e per i redditi derivanti da attività commerciali e professionali non esercitate abitualmente spetta una detrazione annua pari ad euro 1.104,00  che decresce all’aumentare del reddito complessivo fino ad azzerarsi per redditi superiori ad euro 55.000,00.
     
  • Detrazioni soggettive
    Sono riconosciute in aggiunta alle prime per la presenza dei c.d. “carichi familiari”. Il legislatore prevede importi differenti in relazione alla categoria del familiare il quale, per essere considerato fiscalmente a carico di altri, non deve possedere un reddito complessivo superiore ad euro 2.840,51 al lordo degli oneri deducibili.
    Per il coniuge a carico non legalmente ed effettivamente separato, spetta una detrazione teorica variabile da zero a 800 euro secondo tre diverse modalità di determinazione dell’importo in concreto spettante, corrispondenti a tre classi di reddito.
    Inoltre dall’imposta lorda si detraggono per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, i seguenti importi teorici:
    ? 800 euro;
    ? 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.
    Inoltre, la detrazione teorica è aumentata di un importo pari a:
    ? 220 euro, per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
    ? 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di tre figli a carico.
    Pertanto, per un figlio minore di tre anni portatore di handicap, la detrazione teorica è di 1.120 euro e, per un figlio minore di tre anni portatore di handicap che sia a carico con altri tre fratelli, la detrazione teorica è di 1.320.
    Anche in base alla nuova disposizione le detrazioni per figli spettano a prescindere dall’età del figlio e dalla convivenza di questo con i genitori, ferma restando la sussistenza della condizione del limite di reddito.
    Le detrazioni previste dalla norma sopra riportate sono solo teoriche in quanto, per determinare gli importi effettivamente spettanti, occorre calcolare il rapporto tra 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro e moltiplicarlo per la detrazione teorica. In presenza di più figli l’importo di 95.000 euro è aumentato, sia al numeratore che al denominatore del rapporto, per ogni figlio successivo al primo, di 15.000 euro.
    Secondo le nuove disposizioni, diversamente da quanto consentito in precedenza, i genitori non possono ripartire liberamente tra loro la detrazione per figli a carico in base alla convenienza economica. La norma prevede, inoltre, regole diverse nelle ipotesi di genitori separati.
    Per i genitori non legalmente ed effettivamente separati la detrazione per figli a carico è ripartita, in via normativa, nella misura del 50 per cento ciascuno. Il criterio secondo cui la detrazione è attribuita ai genitori in egual percentuale può essere derogato nella sola ipotesi in cui i genitori stessi si accordino per attribuire l’intera detrazione a quello dei due che possiede il reddito complessivo di ammontare più elevato.
    Per i genitori legalmente ed effettivamente separati ovvero in caso di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la ripartizione della detrazione tra i genitori è diversamente disciplinata a seconda che sia stabilito o meno l’affidamento congiunto dei figli. E’, infatti, previsto che la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario come regola generale. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa.
     
  • Esenzioni
    Possono considerarsi  esenti dal pagamento dell’IRPEF quei contribuenti il cui reddito complessivo è composto da:
    - redditi di terreni per un importo non superiore a €185,92;
    - rendita catastale dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale;
    - redditi di pensione non superiori a € 7.500 (nell’intero anno);
    - redditi di lavoro dipendente non superiori ed € 8.000,00  (nell’intero anno).
     
  • Calcolo IRPEF
    Schema per il calcolo dell’IRPEF netta:
    Reddito complessivo - Oneri deducibili e rendita abitazione principale = Reddito imponibile
    Reddito imponibile X aliquote = IRPEF lorda
    IRPEF lorda - detrazioni IRPEF (oggettive, soggettive o per oneri detraibili)  = IRPEF netta