La Neuroriabilitazione

Tornare a deambulare in autonomia, tornare a vedere il mondo dall’alto e non più dal basso di una sedia a rotelle, tornare ad essere autonomi, in una parola tornare a vivere.

Da oggi il sogno per tanti paraplegici e non solo diventa realtà grazie all’esoscheltro, una macchina ma di semplice utilizzo costruita da una ditta di Richmond in California. Ma che cos’è un esoscheletro? L’esoscheletro è un robot indossabile utilizzato per scopi riabilitativi, che permette ai pazienti di stare in piedi sulle proprie gambe, anche se di queste hanno perso l’uso. Saranno quindi le unità spinali e i centri di neuroriabilitazione i suoi principali fruitori, cioè quelle strutture deputate al trattamento e alla riabilitazione dei pazienti colpiti da paralisi. Per quanto riguarda il funzionamento, questo concentrato di tecnologia si indossa come una tuta sopra gli indumenti e si attiva grazie al bilanciamento del corpo, tutto sotto controllo computerizzato. La struttura d’acciaio e carbonio è attivata da quattro motori elettromeccanici alimentati da due batterie che gli danno un autonomia di circa 4 ore.

Indossato l’esoscheletro, 15 sensori riconoscono le intenzioni dell’utente in tempo reale calcolando e compiendo i movimenti corrispondenti. L’esoscheletro può essere utilizzato in tre modalità: la prima è quella con l’ausilio di un telecomando e con l’aiuto di un fisioterapista per coordinare i movimenti e utilizzando un deambulatore; di solito in una prima fase dell’utilizzo, per prendere confidenza con il robot, occorre essere coadiuvati. Nella seconda fase, quando si è presa confidenza con l’apparecchio, si deambula con i bastoni canadesi e con un terapista che controlla i movimenti. Nella terza fase, quando il paziente è in grado di muovere il tronco si deambula da soli grazie all’utilizzo di due stampelle intelligenti.
L’esoscheletro è regolabile in altezza, da 1metro e 50 centimetri a 1 metro e 95 centimetri, il peso massimo che supporta è di 100 chilogrammi. Può essere adattato nel giro di pochi minuti da una persona all’altra. Attualmente l’esoscheletro viene utilizzato per alcune patologie e potranno utilizzarlo solo i pazienti che hanno determinati requisiti: sarà il medico riabilitatore a determinare l’idoneità del paziente.
Per poter applicare la tecnologia anche ad ulteriori patologie quali l’ictus e tutte le patologie demielinizzanti, sclerosi multipla in primis, è stato sviluppato un sistema denominato Variable Assist.
Questo sistema, permette di rilevare la forza residua dell’arto del paziente, compensando l’energia mancante per il normale ciclo del passo. Questa opzione, applicabile ad uno o ad entrambi gli arti, è molto utile nelle lesioni incomplete ed è un valido aiuto per tutte quelle patologie invalidanti che necessitano un training riabilitativo agli arti inferiori.
In questo momento tutti gli sforzi sono rivolti al mondo della riabilitazione, al fine di semplificare sempre di più l’esoscheletro per garantire una terapia sempre più efficace, gradevole e stimolante per i pazienti.
Attualmente sono in corso molti studi scientifici sull’esoscheletro che hanno messo in luce come con il suo utilizzo si assista ad una importante diminuzione della spasticità, un miglioramento delle funzioni intestinali e del sistema cardio circolatorio e respiratorio. Nello Stroke invece si assiste ad effetti favorevoli sull’aspetto cognitivo del movimento nello spazio reale. Attualmente in Italia sono già cinque i centri di eccellenza dotati di tale tecnologia, che troverà in futuro un’applicazione più semplice ed una diffusione più capillare.