L'alimentazione negli anziani

il mondo degli anziani

L’alimentazione, si sa, deve soddisfare in giusta misura due compiti essenziali: quello nutrizionale e quello psicologico.
Il primo per rispettare l’introduzione di una quantità corretta di calorie; il secondo, che nell’anziano è particolarmente importante, per assecondare il piacere edonistico di abitudini che si sono consolidate negli anni, privilegiando gusti e certe preferenze.
Pertanto come premessa a questo argomento, è bene ricordare come sia essenziale la necessità di eliminare non pochi preconcetti ricorrenti. Non esiste una dieta per l’anziano, esiste invece una dieta opportuna e necessaria per ogni persona (quindi anche anziana) in funzione delle sue specifiche condizioni organiche individuali. Ecco perché le abitudini alimentari che fanno parte di un patrimonio di tradizioni personali sono importanti, ed è bene che non siano, se possibile, modificate. Tanto è vero che se tale modifica non è imposta da una precisa necessità curativa e non è accolta con disponibilità è addirittura meglio evitarla. 

Per queste ragioni è consigliabile mantenere nella normale dieta della persona anziana quei piatti tipici (regionali) che hanno costituito per il passato specifiche e ricercate preferenze e hanno avuto un ruolo importante e gradito nell’alimentazione. Inoltre è indispensabile curare la preparazione delle vivande perché siano soprattutto gradite, appetibili e diano piacevoli sensazioni anche all’aspetto oltre ad essere naturalmente di facile masticazione e di facile digeribilità.
I segreti di una sana alimentazione sono essenzialmente tre:

  • assumere una quantità equilibrata di energia (il rifornimento di  “benzina” deve essere proporzionato alla quantità di strada che percorre giornalmente la macchina umana).
  • assumere nutrienti con una ottimale ripartizione qualitativa (il tipo di “benzina” è importante per non creare disturbi alla macchina umana).
  • assumere energia in tempi adeguati (il rifornimento di “benzina”deve essere frazionato nell’arco della giornata e non concentrato in momenti sbagliati: ad esempio solo la sera quando la macchina umana si mette a riposo).

Per quanto riguarda il primo punto, cioè quanto mangiare occorre ricordare che con l’avanzare dell’età in genere diminuisce l’attività di una persona e soprattutto diminuisce inevitabilmente il suo metabolismo basale cioè il suo consumo a riposo, e pertanto occorre una quantità via via proporzionalmente minore di energia: in pratica non è possibile continuare a mangiare la stessa quantità di cibo che una persona mangiava in età giovanile: occorre ridurre le porzioni di alimenti in rapporto alla riduzione dell’attività fisica e al progressivo ridursi del consumo di energia legato al metabolismo basale ridotto.

 
In riferimento a cosa mangiare cioè alla qualità dei nutrienti  qui la situazione non cambia sostanzialmente nel senso che la “dieta mediterranea” rimane comunque un punto di riferimento per l’alimentazione umana.
                                                                                          
In pratica il 60-65% dei nutrienti assunti, nell’arco di una giornata, deve essere rappresentato dai carboidrati o zuccheri anche se occorre chiarire subito che tale percentuale va data in massima parte agli zuccheri complessi come l’amido che è contenuto nel pane e nella pasta mentre gli zuccheri semplici (il saccarosio cioè lo zucchero bianco del caffè o dei dolci) non deve superare il 10% di questa quota del 65%.
Questi sono i tre grandi segreti per una sana alimentazione  e se regolarmente attuati consentono una nutrizione sana ed equilibrata che migliora la qualità della vita e contribuisce a rallentare il declino fisico legato al progredire della età.
Occorre poi ricordare che un alimento molto importante per la nostra salute spesso non è assunto in quantità adeguata: intendiamo riferirci all’acqua che tutti dovrebbero assumere nella quantità di 1,5 – 2 litri al giorno:  tale quantità serve ad evitare la disidratazione, a combattere la stitichezza e a facilitare l’eliminazione delle scorie tossiche.
Nell’anziano in particolare l’assunzione dell’acqua può essere un problema perché spesso vi è una minore sensibilità ed efficienza del centro della sete e quindi può capitare, specie  nei mesi caldi, di incorrere in uno stato di disidratazione più o meno spinta quasi senza accorgersene. E’ quindi bene ricordarsi sempre di bere molta acqua tenendo disponibile la bottiglia e ricordandosi di utilizzarla.

Per quanto riguarda invece l’assunzione di alcool bisogna evitare l’assunzione di bevande ad alto contenuto alcolico quali i super alcolici (digestivi, amari, grappe) questo almeno nell’alimentazione di tutti i giorni. Un buon bicchiere di vino rosso è invece in genere consigliabile ad ogni pasto in quanto contiene preziosi antiossidanti ed ha un contenuto alcolico moderato tale cioè da non danneggiare il fegato e da non apportare troppa energia.
Anche un consumo moderato di caffè (1 – 2 al giorno) con esclusione dell’assunzione nelle ore serali è assolutamente consentito e non rappresenta un pericolo per l’alimentazione di persone sane.