L'Anap sul potere d'acquisto delle pensioni

IL Presidente Palazzi: "auspichiamo che il Governo abbia un sussulto di consapevolezza e responsabilità e si impegni a ridare fiducia e possibilità di spesa ai pensionati".

Roma, 29 gennaio 2014: “Negli ultimi quattro, cinque anni i pensionati sono la fascia di popolazione che maggiormente ha sopportato il peso della crisi e della perdita del potere di acquisto del proprio redditi”. Lo afferma in una nota stampa il Presidente dell’ANAP-Confartigianato, Giampaolo Palazzi, considerando da una parte la perequazione automatica delle pensioni e dall’altra il peso dell’aumento delle addizionali IRPEF comunali e regionali tra il 2010 e il 2014.

“Il calcolo è molto semplice: prendendo una pensione di 1.000 euro mensili, nel periodo considerato, la rivalutazione automatica secondo gli indici ISTAT ha portato un beneficio di 85 euro, mentre nel contempo l’aumento delle addizionali sottraeva al pensionato mediamente 85 euro. L’aumento delle pensioni per il recupero dell’inflazione – spiega Palazzi – è stato, quindi, completamente annullato dall’aumento delle tasse dirette, senza considerare quelle indirette. Ma c’è di più, perché, considerando il dato reale dell’aumento delle addizionali IRPEF, anziché quello medio nazionale, si scopre che  in alcuni comuni  il fenomeno è stato accentuato di tanto e, di conseguenza, c’è stata un’autentica riduzione degli importi di pensione. Ciò vale, ad esempio, per città come Torino, Roma, Palermo e Catanzaro, capoluogo quest’ultimo che detiene il record degli aumenti di tasse locali.

Il problema della perdita del potere di acquisto delle pensioni è molto grave e – continua il presidente Anap – ormai da molti anni l’ANAP denuncia una situazione insostenibile, provocata anche dall’estrema inadeguatezza del sistema di calcolo della svalutazione monetaria, a cui negli ultimi tempi si sono aggiunti il blocco, per due anni, della perequazione per le pensioni superiori a 1.441euro e il già citato aumento delle imposte. Di qui – conclude Palazzi – un appello pressante al Governo e alle forze politiche affinché tra i prossimi provvedimenti per rilanciare il Paese ce ne sia anche uno che possa ridare fiducia e possibilità di spesa ai pensionati, ai quali, spesso, compete anche l’onere di sostenere le famiglie dei loro figli”.