Le novità in neuroscienza

Le Novità in Neuroscienze

L’intento di questa rubrica è quello di informare il lettore curioso sulle recenti acquisizioni nel campo di alcune delle più attuali e promettenti aree delle neuroscienze. “Neuroscienze” è un termine che ci capita ormai di incontrare spesso, anche leggendo quotidiani o riviste non propriamente specialistiche. Ma se ci chiedessimo di cosa si occupano realmente i neuroscienziati, sapremmo darci una risposta soddisfacente?
In linea molto generale, possiamo cominciare a dire che il campo di indagine delle neuroscienze riguarda lo studio dell’anatomia, del funzionamento e delle patologie del cervello e del sistema nervoso. La semplicità di tale affermazione è però alquanto illusoria, perchè nasconde l’enorme eterogeneità di interessi e tematiche di studio, nonché la molteplicità di competenze tecniche e scientifiche che oggi devono convergere e integrarsi nell’ideare e nel condurre la ricerca sul cervello. Una ricerca tanto stimolante quanto ardua. Basti solo pensare all’oggettiva difficoltà di indagare un sistema - quello nervoso, appunto - miracolosamente complesso, un sistema che ci permette infatti di muoverci e di parlare, di percepire il mondo esterno e gli stati corporei interni, di formulare pensieri, di apprendere e ricordare, di provare emozioni ed esprimere sentimenti. Non è necessario insistere troppo per suscitare il vivo interesse del pubblico - anche non esperto - intorno a tali argomenti. Proviamo a riassumerli in una domanda: come funziona il nostro cervello, e quali sono i processi e i meccanismi neurofisiologici che stanno alla base delle sue così straordinarie funzioni?

E se imparare come funziona il sistema nervoso è certamente molto stimolante di per sé, una delle ragioni più pressanti che incoraggiano gli sforzi umani ed economici a sostegno delle neuroscienze è la possibilità di comprendere le basi neurologiche delle malattie che colpiscono il nostro cervello, che rientrano tra le più frequenti cause di ricovero ospedaliero e di disabilità acuta e cronica nella popolazione. Alcune di queste sono purtroppo devastanti per i soggetti colpiti: per fare solo qualche triste esempio, ricordiamo la malattia di Alzheimer, la sclerosi multipla, le varie forme di epilessia, le malattie cerebrovascolari, i traumi cranici, i tumori cerebrali, le sindromi psichiatriche quali la depressione e la schizofrenia. Ovviamente, per prevenire e curare le patologie del sistema nervoso si rende assolutamente necessaria un’accurata conoscenza intorno ai meccanismi fisiologici che sottendono il funzionamento del cervello sano: proprio come non potrebbe aggiustarci l’automobile chi non conosce il funzionamento del motore, così i medici non possono affrontare le malattie del cervello senza una adeguata conoscenza fornita loro dai neuroscienziati. E, diciamolo pure, abbiamo imparato molto durante gli ultimi decenni, e stiamo facendo rapidi e importanti passi avanti, ma…..abbiamo ancora molto da studiare!

La prima delle tre sezioni in cui la rubrica è suddivisa – “Cervello e malattie” - sarà dedicata proprio a quegli studi che riportano importanti novità sui meccanismi neuropatologici alla base delle più comuni malattie del sistema nervoso e sulla loro possibile ricaduta clinica, nonché a studi che prospettino nuove e promettenti opportunità terapeutiche per le maggiori patologie neuropsichiatriche.
Le altre due sezioni riguarderanno, invece, altri settori delle neuroscienze che stanno attualmente riscuotendo particolare interesse. Cosa sappiamo di come fisiologicamente invecchia il nostro cervello, e delle cause che conducono al progressivo declino delle funzioni cognitive tipico dell’età avanzata? e quali sono le talvolta sottili linee di demarcazione che dividono un normale e fisiologico processo di declino funzionale dovuto alla senescenza da alcuni disordini neuropsichiatrici tipici dell’anziano e che rappresentano invece eventi francamente patologici? Questi saranno i temi affrontati nella sezione intitolata “Cervello e invecchiamento”. Inoltre, appare ormai chiaro che esistono relazioni fra il rischio di sviluppare alcune patologie neurologiche e il livello di assunzione di determinati alimenti con la dieta. Possiamo davvero prevenire le malattie del cervello, o almeno ritardarne il decorso, alimentandoci correttamente? Di questo si parlerà nella sezione intitolata “Cervello e nutrizione”.
Naturalmente, nostro personale impegno sarà quello di fornire informazioni sempre precise ed esaustive sia sulla metodologia che sul contenuto degli studi che riteniamo più interessanti, cercando però di mantenere un linguaggio quanto possibile piano e libero da tutti quei tecnicismi che riterremo evitabili.
 
Respnsabile settore Neuroscienze: Prof. Andrea Minelli
Università di Urbino "Carlo Bo", Istituto di Scienze Fisiologiche Polo Scientifico "Sogesta"