In Lombardia un “ponte generazionale” per favorire l’occupazione

Lunedì, 3 Giugno, 2013
In Lombardia un “ponte generazionale” per favorire l’occupazione

"Più impegno e più generosità nei confronti dei giovani, meno fortunati rispetto a chi ha avuto l'opportunità di esprimersi e realizzarsi con il lavoro: per questo dobbiamo investire sul ponte generazionale come modello di nuovo incontro e nuova solidarietà attorno al passaggio di testimone tra chi ha quasi raggiunto i requisiti per la pensione e chi sta cercando occupazione". Lo ha detto l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia intervenendo alla cerimonia di consegna delle "Stelle al merito del lavoro", promossa dal Prefetto di Milano.
Parlare di lavoro, a fronte dei recenti dati sulla disoccupazione, non può che coincidere con l'affrontare il tema della crisi. " Proprio in situazioni come questa - ha proseguito l'assessore - siamo tutti chiamati ad esprimere il meglio di ciascuno di noi nell'inventare il lavoro, nell'innovarlo, nel renderlo più efficace e insieme più umano". Una delle ipotesi citate dall'esponente della giunta regionale è il "ponte generazionale", per effetto del quale è possibile sostenere la solidarietà tra generazioni, assumendo giovani con contratti di apprendistato - o anche a tempo indeterminato - attraverso la riduzione di orario di lavoratori vicini all'età pensionabile a seguito di proposta dell'azienda. Un accordo, in questo senso, è stato siglato da Regione Lombardia, Assolombarda e Inps nel dicembre scorso e prevede la sperimentazione di questa iniziativa per tre anni con il coinvolgimento di imprese (associate ad Assolombarda) nei territori di Lodi, Milano e Monza.

PART TIME IN CAMBIO DI ASSUNZIONI DI GIOVANI - I destinatari dell'accordo sono i lavoratori e le lavoratrici a cui manchino non più di 36 mesi per il conseguimento del diritto alla pensione disponibili - in accordo con l'azienda sulla base di reciproca volontarietà - a convertire il rapporto da tempo pieno a tempo parziale, orizzontale o verticale, con una riduzione dell'orario fino al 50%, e giovani da inserire in azienda in età compresa fra i 18 e i 29 anni (inoccupati, disoccupati, percettori di ammortizzatori sociali in deroga, iscritti alle liste di mobilità).

I LAVORATORI COINVOLTI - Secondo una stima approssimativa, il provvedimento potrebbe interessare circa 250 lavoratori e comunque ha tra i suoi requisiti di attuazione il fatto che deve determinare un saldo occupazionale aziendale positivo. L'intesa prevede che gli interventi di formazione non riguardino solo il giovane in apprendistato, ma anche il lavoratore in uscita. Entrando nel dettaglio, al lavoratore impiegato con contratto part-time è erogato da parte di INPS un importo per la contribuzione ridotta a causa della trasformazione del rapporto da full-time a part-time (cosiddetto "delta contributivo").

IL RUOLO E LE RISORSE DI REGIONE LOMBARDIA - Regione Lombardia mette a disposizione le risorse necessarie alla copertura del delta contributivo - a titolo di contribuzione volontaria - a beneficio dei lavoratori prossimi al pensionamento per la durata massima di un triennio, e relativamente al periodo di part time in accompagnamento alla pensione a fronte dell'assunzione di giovani con contratto di apprendistato, o comunque a tempo indeterminato. A livello di risorse, Regione Lombardia può contare su un trasferimento da parte del Ministero del Lavoro (Welfare to Work) di 3 milioni per la copertura del delta contributivo e da trasferire ad INPS. Per favorire la copertura del delta contributivo si prevede da parte di Regione Lombardia l'erogazione di 7.000 €/annui medi pro-capite per massimo 3 anni; i costi dei percorsi formativi si prevedono a carico del conto formazione delle aziende partecipanti.