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Confartigianato Persone

Confartigianato Persone: uscire dalla crisi con la persona al centro

Rinunciando a commentare un fatto, una novità, una preoccupazione, si vuole con questo “pensiero” portare l’attenzione su un modello organizzativo del nostro sistema di  rappresentanza: si tratta di Confartigianato Persone che, prima di essere un “soggetto”, è una scelta culturale, di pensiero particolarmente aperta a dare soluzione non solo ai problemi pratici, concrete alle persone appartenenti al nostro “mondo” o ad esso in qualche modo collegabile. Confartigianato Persone è anche un “percorso culturale” per aiutarci ad uscire “davvero” dalla crisi: non solo con ordinativi, fatturati, aperture di credito ma anche con un piano diverso di valori, anzi, ripartendo dai valori.
E’ pur vero che reazioni, piani d’intervento, strumenti e velocità sono indispensabili per non subire prolungatamente gli effetti della pesantissima recessione di questi lunghi mesi: ma è necessario anche intervenire nel profondo delle cause che non incidentalmente stanno a monte della crisi e tentare questa “risalita” ci aiuta a non vivere crescite illusorie, di semplice aggiustamento, fragili e ripetibili. Ci si riferisce a quei valori che non legano l’economia, la politica, la società trasformando il mercato in un campo – il mondo - senza regole e senza scrupoli, il denaro, reale o virtuale, nello scopo della vita, il fare come un imperativo non più dipendente dal pensare, dal rispettare, dal dialogare.
Nei grandi “territori della globalizzazione dei mercati e della spregiudicatezza dei mercati finanziari deve rinascere un senso etico del nostro vivere economia e società, almeno per tutti quegli “attori” che non vogliono appartenere ai mondi dell’illecito, della disonestà e della iniquità senza remore. Purtroppo, anche tra i soggetti cosiddetti “perbene” si sono infiltrati ipocrisia e retorica, indifferenza e interessi privati: troppo spesso vale l’affermazione biblica: “fate quello che dicono, non fate quello che fanno”!
Ebbene, Confartigianato Persone, senza retorica, senza ipocrisia, con piena coerenza, vuole mettere nel proprio servizio al primo posto, al centro, la persona, non come numero, non come anonimo cliente. E per essere all’altezza del compito si dota di due semplici, ma solide regole: un proprio “pensiero” non ideologico ma etico, sui valori che devono legare le persone e le scelte della società, senza schieramento politico ma con una apertura concreta alle scelte che siano di rispetto e di promozione delle persone; la seconda regola è il gioco di squadra per cui ANAP, INAPA, CAAF e ANCoS devono operare insieme unendosi nel dare a ciascuna persona, a ciascun socio più risposte possibili.
E’ dunque quello di Confartigianato Persone anche un modello organizzativo che fa da suggerimento – appunto, da modello – a tutte quelle forze, politiche ed economiche, che hanno la responsabilità di guidarci ad uscire dalla crisi: con rispetto dei valori e facendo squadra. Sembra poco, ma probabilmente è la strada per trovare davvero una soluzione duratura ed efficace per tutti.
 
Carmelo Rigobello, coordinatore nazionale Confartigianato Persone, febbraio 2010