NUOVO ISEE – Un convegno al CNEL ne evidenzia luci ed ombre

Lunedì, 10 Febbraio, 2014
NUOVO ISEE – Un convegno al CNEL ne evidenzia luci ed ombre

A poche ore dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regolamento sul nuovo ISEE, un convegno svoltosi al CNEL il 27 gennaio scorso ha riunito alcuni rappresentanti degli Enti chiamati in causa dalla nuova disciplina per darne una prima valutazione, in attesa che entri definitivamente in vigore con lo specifico Decreto ministeriale sulla modulistica da utilizzare e le relative istruzioni.

Ad aprire i lavori la presentazione di una ricerca del Centro Studi LEF sull’importanza che ha costituito l’ISEE per le famiglie in questi anni visto che, regolando l’accesso ad una varietà via via crescente di prestazioni sociali, ha determinato trasferimenti ingenti di risorse che si stima ammontino complessivamente a 10 miliardi di euro all’anno. Del resto anche il numero di attestazioni ISEE che ogni anno affluiscono alla banca dati centralizzata presso l’INPS è notevole: circa 6 milioni. Da qui anche l’amara constatazione che in molti casi sottoposti a puntuali verifiche e controlli il dichiarante non si è comportato correttamente: per ignoranza della norma o per comprovata malafede.

Nella successiva tavola rotonda il Vice-ministro del Lavoro Cecilia Guerra, dopo aver illustrato il lungo lavoro preparatorio e di consultazione, ha sottolineato come il Regolamento si sviluppa secondo due binari principali. Da un lato agevolare i controlli sui dati dichiarati ed evitare così le furbizie e i comportamenti dolosi che con una frequenza preoccupante hanno caratterizzato la precedente versione dell’ISEE, e dall’altro stabilire criteri e livelli essenziali unifomi e vincolanti per gli Enti che erogano a vario titolo prestazioni sociali agevolate, visto che nel passato abbiamo assistito a comportamenti normativi territoriali molto diversificati e a volte fantasiosi.

Molto critico Massimo Romano, consigliere della Corte dei Conti, sull’uso dell’autocertificazione in modo così generalizzato in tutti i settori e quindi anche per l’ISEE, poiché rappresenta l’incapacità della Pubblica Amministrazione non solo di reperire autonomamente quei dati (che sovente già ha disposizione in qualche suo archivio) necessari per la erogazione della prestazione, ma perché la conoscenza aggregata e preventiva degli stessi  potrebbe essere la base per conoscere in anticipo i bisogni della popolazione e l’impatto sociale di provvedimenti economici prima della loro adozione.

Per Gianluigi Bovini del Comune di Bologna il nuovo provvedimento sull’ISEE era atteso da tempo dagli Enti territoriali per poter gestire al meglio le risorse economiche dei vari capitoli di spesa sociale, che essendo oggetto di ridimensionamento nei trasferimenti dallo Stato, devono andare verso nuclei familiari che effettivamente ne hanno più bisogno.

Mauro Nori, Direttore Generale dell’INPS, ha ribadito che la sfida che pone la nuova ISEE in termini di interconnessione delle varie banche dati della P.A. per limitare i dati da autocertificare a cura del cittadino e assicurare controlli automatici che ne assicurino la correttezza, è grande e necessita ancora di qualche anno di lavoro e di perfezionamento sui vari sistemi utilizati. Inevitabile, quindi, che il cittadino patisca ancora per qualche tempo i disagi dovuti alla evidente complessità operativa della nuova norma. Gli interventi che sono seguiti, pur riconoscendo che la nuova ISEE costituisce un passo in avanti rispetto all’indicatore in uso dal 1998, non hanno mancato di evidenziare le criticità che già ora paiono evidenti nel nuovo strumento.

In particolare il rappresentante di ANAP ha denunciato la discriminazione prevista per i redditi di lavoro autonomo che non godono della stessa franchigia prevista per i lavoratori dipendenti, e il fatto che la scala di equivalenza per l’abbattimento dell’ISE non valorizza la presenza dell’anziano nel nucleo. Inoltre, per le famiglie numerose, lo stesso parametro è agevolato solo con la presenza di almeno tre figli minori: troppo poco per quelle ugualmente numerose e composte da minor numero di figli ma con altre tipologie di persone al proprio interno quali, ad esempio, i genitori anziani. E infine il disagio arrecato ai cittadini costretti a recarsi due volte ai CAAF; la prima per redigere la DSU e la seconda per ritirare la certificazione ISEE che viene rilasciata dall'INPS solo dopo alcuni giorni. Mentre riportiamo in allegato, per opportuna conoscenza,  il sunto dello studio, facciamo presente che tutti i documenti completi possono essere consultati sul sito “ www.fiscoequo.it ”.