Palliazione dei tumori con metodiche endoscopiche

PALLIAZIONE DEI TUMORI CON METODICHE ENDOSCOPICHE
Le stenosi neoplastiche delle vie biliari possono essere: intrinseche (colangiocarcinomi) o più frequentemente estrinseche (neoplasie della colecisti, del pancreas, della regione ampollare, epatocarcinomi, carcinomi e linfomi metastatici). Sia pure con le ovvie differenze correlate alla peculiarità di ogni singola neoplasia, tali patologie globalmente possono essere trattate chirurgicamente con intenti curativi in non più del 20-25% dei casi; la loro prognosi è severa con una sopravvivenza a 5 anni non superiore al 3%. Per tali motivi le stenosi neoplastiche delle vie biliari, sono nella maggior parte dei casi suscettibili di trattamenti esclusivamente palliativi di decompressione e drenaggio biliare.
La palliazione dell''ittero neoplastico può essere conseguita con metodiche chirurgiche, radiologiche ed endoscopiche. Il confronto fra i 3 diversi approcci dimostra una efficacia simile, ma la tecnica endoscopica è gravata da un minore tasso di complicanze.
L''endoscopia è oggi la prima scelta davanti ad un paziente con ittero ostruttivo di natura neoplastica: l''esecuzione di una E.R.C.P. consente di diagnosticare in una elevata percentuale di casi la sede precisa dell''ostruzione e quindi, con una papillosfinterotomia e/o l''impianto di endoprotesi biliari plastiche o metalliche (da riservare a pazienti con aspettativa di vita di almeno 3-6 mesi), di risolvere molto spesso l''ittero entro pochi giorni dal ricovero (l''ittero ostruttivo deve essere considerato un''urgenza). Tale intervento preliminare consente di stadiare la neoplasia con altre indagini e quindi di raccogliere tutte le informazioni utili al chirurgo per valutare la possibilità di un intervento radicale. I migliori risultati si ottengono nelle stenosi ampollari e della via biliare principale, mentre si registra una minore percentuale di successi nelle stenosi ilari. Il tasso di complicanze è accettabile: morbilità 5-8 %, mortalità 0.2-0.5%. Non è ancora stato risolto il problema dell''ostruzione delle endoprotesi, che pertanto devono essere sostituite anche più volte nei lungo-sopravviventi.

CONCLUSIONE
Il concetto di palliazione richiama il principio che si deve cercare di intervenire sul sintomo e/o sulla complicanza con l''intento di migliorare la qualità di vita e ove possibile sulla durata della stessa.
Il trattamento endoscopico rappresenta:
A) l''unica possibilità nelle stenosi trachebronchiali ed esofagee,
B) la prima scelta nelle stenosi delle vie biliari,
C) una valida alternativa alla chirurgia nella stenosi colorettali,
D) una promettente prospettiva nelle stenosi duodenali e digiunali alte postgastrectomia.
La validità delle tecniche endoscopiche e l’utilizzo routinario delle protesi nelle patologie ostruenti ha arricchito l’armamentario terapeutico della endoscopia intervenzionale, dilatandone ulteriormente il campo d’azione.
Utilizzate correttamente secondo le loro caratteristiche fisiche e le indicazioni cliniche, le protesi hanno dimostrato di essere estremamente efficaci, migliorando e/o completando i risultati della laserterapia o fornendo l’unica soluzione terapeutica a casi non altrimenti trattabili.
E’ però fondamentale che a posizionare le protesi siano endocopisti capaci di far fronte alle possibili complicazioni, disponendo di esperienza, attrezzature, organizzazione e di una équipe esperta ed affiatata.

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Responsabile settore endoscopia: Dott. Giuseppe Calarco, IRCCS, Istituto Nazionali dei Tumori, Milano.