Pensioni liquidate nel primo trimestre in diminuzione rispetto all’anno scorso

Mercoledì, 11 Maggio, 2016
Pensioni liquidate nel primo trimestre in diminuzione rispetto all’anno scorso

Come era prevedibile, i nuovi requisiti di pensionamento che sono scattati dal primo gennaio 2016 hanno ridotto drasticamente i trattamenti liquidati dell'INPS. Infatti, nei primi tre mesi del 2016 - rende noto l’Osservatorio INPS sui flussi di pensionamento - le nuove pensioni sono state 95.381 con una contrazione del 34,5% rispetto allo stesso periodo del 2015, allorché le pensioni liquidate furono 145.618. 

L'Osservatorio sottolinea che ciò è dovuto sia all’adeguamento dei requisiti all’aumento dell'aspettativa di vita (quattro mesi per tutti), sia all’adeguamento graduale dell’età pensionabile delle donne a quella degli uomini, con il passaggio per le lavoratrici dipendenti dai 63 anni e 9 mesi del 2015 ai 65 anni e 7 mesi del 2016 e per le lavoratrici autonome da 64 anni e 9 mesi a 66 anni e 1 mese.

Crollano anche gli assegni sociali (per gli anziani privi di reddito o con redditi bassi), che sono passati da 13.033 a 7.501 (- 42,4%), anche per effetto dell’aumento del requisito di età, che adesso è di 65 anni e 7 mesi.

Non si può non osservare che tutto ciò ha conseguenze sul piano dell’occupazione giovanile, schiacciata dal blocco di fatto del ricambio generazionale all’interno dei posti di lavoro. Diventa quindi sempre più impellente rompere la rigidità del sistema attuale e affrontare il tema dell'uscita flessibile, anche se essa comporta dei costi.

Nel periodo gennaio-marzo 2016, l’età media totale di pensionamento (considerando cioè entrambi i generi) è risultata essere, nel FPLD, di 65,0 anni per la pensione di vecchiaia e di 60,3 anni per la pensione di anzianità/anticipata, mentre per l’anno 2015 i valori si sono attestati sui 65,1 anni per la vecchiaia e 59,9 anni per anzianità/anticipata.

Per la gestione autonoma Coltivatori Diretti Mezzadri e Coloni, l’età media totale di decorrenza della pensione è – per il primo trimestre 2016 - di 71,0 anni per la vecchiaia e di 60,2 per l’anticipata, mentre per il 2015 è stata, rispettivamente, pari a 68,2 e 59,9 anni. 

Per gli Artigiani l’età media di pensionamento per il 2016 è di 66,6 anni per la vecchiaia e di 60,8 anni per l’anticipata, e di 66,3 anni e 60,4 anni per il 2015. 

I commercianti sono andati in pensione di vecchiaia – in media - a 66,9 anni nel 2016 e a 66,4 anni nel 2015, mentre per la pensione anticipata i valori sono stati di 61,3 anni per il 2016 e di 60,9 anni per il 2015. 

Infine, per quanto riguarda i Parasubordinati, dobbiamo considerare la sola pensione di vecchiaia, con un’età media alla decorrenza di 68,8 anni per il primo trimestre 2016 e di 67,9 anni per il 2015.

Qualche dato in più sulle pensioni degli artigiani

Dalla tabella che segue si può vedere la distribuzione delle pensioni degli artigiani liquidate nei primi tre mesi del 2015 e del 2016 per classi di importo.

Numero pensioni artigiani liquidate per classi di importo mensile in euro 
                            1° trimestre 2015                      1° trimestre 2016
fino a 500                   2.864     15%                           1.888     17%
500-1.000                   8.903     48%                           5.705     51%
1.000-1.500                3.864     21%                           2.039     18%
1.500-2.000                1.875     10%                               953     9%
2.000-3.000                     936     5%                               465     4%
oltre 3.000                      228     1%                                 95     1%
Totale                     18.670     100%                       11.145     100%

Si può osservare che tra il primo trimestre 2015 e il primo trimestre 2016 c’è stato un livellamento verso il basso dell’importo delle pensioni. Quelle di importo mensile fino a 1.000 euro passano dal 63% complessivo al 68% del 2016. Diminuiscono percentualmente soprattutto quelle di importo compreso tra i 1.000 e i 1.500 euro, che passano dal 21% al 18%. E’ l’effetto del graduale passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo, che per i lavoratori autonomi è particolarmente penalizzante. Nel prossimo futuro dovremo aspettarci un’accelerazione di questa tendenza.

La tabella che segue, relativa alle pensioni di vecchiaia e anzianità, lo mostra chiaramente, con un crollo percentuale delle pensioni liquidate col sistema retributivo ed un corrispondente aumento di quelle liquidate col sistema misto o interamente contributivo.


Numero pensioni di anzianità/vecchiaia liquidate per regime di liquidazione
                             1° trimestre 2015     1° trimestre 2016
Retributivo              1.515     15%                    379     9%
Misto                     8.172     81%                 3.711     85%
Contributivo                388     4%                      264     6%
Totale                 10.075     100%                4.354     100%

Si noti che l’importo delle pensioni di nuova liquidazione mediamente diminuisce pur in presenza dell’aumento dell’età in cui si va in pensione (vedi sopra), e quindi di un periodo maggiore di contribuzione.

Un’ultima annotazione che riguarda il sesso per mettere in evidenza che nel primo trimestre 2016 sono state liquidate 5.074 pensioni di reversibilità a femmine (il 90,4% del totale reversibilità), mentre solo 538 agli uomini (poco più del 10%).