Perchè l’Osservatorio della terza età?

Un osservatorio per poter assumere una funzione strutturata di raccolta di dati–bisogni di una determinata realtà, per poter orientare scelte che favoriscano una risposta ai bisogni emersi, deve assicurare:

  • una configurazione chiara del campo di azione
  • una affidabile metodologia nella formulazione del questionario diretto a registrare i dati - bisogni e nella sua diffusione e raccolta dei dati - un programma software in grado di “visionare” i dati, di raggrupparli, di “osservare” da diversi punti di vista consentendo operativamente e potenzialmente ogni operazione di analisi
  • un monitoraggio nel tempo dei dati
  • bisogni magari correlandoli alle scelte al riguardo e nel frattempo assunte.

Così un osservatorio è davvero un radar che segnala rischi, vincoli, percorsi liberi, orizzonti aperti. Nel nostro caso abbiamo scelto la cosiddetta "Terza Età" perché è l’area della nostra missione e della terza età si è cercato di rilevare soprattutto lo stato di salute inteso come valutazione che gli stessi anziani danno al proprio tempo di vita e come valutazione del mondo che li circonda, dalla pubblica amministrazione al medico di medicina generale.

A questo punto, prima di scorrere alcuni significativi dati richiamiamo in estrema sintesi le caratteristiche del nostro “Osservatorio”. L’Osservatorio è stato pensato come uno strumento flessibile e valido scientificamente per “leggere” la realtà della terza età, capirne bisogni e tendenze e offrire possibili percorsi di soluzione alle problematiche e ai bisogni emersi.

La metodologia usata per raggiungere gli obiettivi prefissati ha previsto l’uso di strumenti quali la rilevazione attraverso questionari sottoposti con frequenza annuale a centinaia di cittadini. L’elaborazione dei dati emersi consente l’analisi dello “stato dell’arte” del mondo della terza età, il rapporto con la realtà che la circonda e le esigenze emergenti.