Povertà: la Commissione europea propone un nuovo Fondo di aiuti europei agli indigenti

Martedì, 27 Novembre, 2012
Povertà: la Commissione europea propone un nuovo Fondo di aiuti europei agli indigenti

La Commissione europea ha proposto di istituire un Fondo per aiutare le persone che versano in condizione di estrema povertà nell’UE. Il Fondo coadiuverà i regimi degli Stati membri fornendo alimenti alle persone indigenti e indumenti e altri prodotti essenziali ai senzatetto e ai bambini in condizione di deprivazione materiale. La proposta viene sottoposta ora al Parlamento europeo e al Consiglio dei ministri dell’Unione europea per approvazione. La Commissione ha previsto per il Fondo un bilancio di 2,5 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 nel contesto della sua proposta del giugno 2011 relativa a un quadro finanziario pluriennale. Gli Stati membri pagherebbero il 15% dei costi dei loro programmi nazionali, mentre il rimanente 85% proverrebbe dal Fondo.

Nell’ambito del Fondo gli Stati membri richiederebbero un finanziamento per sostenere programmi operativi nel periodo 2014-2020 per iniziative volte a erogare agli indigenti, ai senzatetto e ai bambini che versano in condizioni di deprivazione materiale prodotti alimentari, indumenti e altri beni essenziali (ad esempio, calzature, sapone e shampoo).
La proposta offrirebbe alle autorità nazionali una flessibilità notevole per programmare e fornire l’assistenza conformemente ai loro programmi nazionali. La messa a punto di criteri dettagliati per assegnare l’assistenza rientrerebbe nelle responsabilità degli Stati membri o anche delle organizzazioni partner, essendo queste in miglior posizione per convogliare l’assistenza sulla base dei bisogni locali.

Le organizzazioni partner, spesso organismi non governativi, avrebbero la responsabilità di far pervenire gli alimenti o i prodotti alle persone indigenti. Per raggiungere gli obiettivi di coesione sociale del Fondo le organizzazioni partner non dovrebbero limitarsi soltanto a fornire un’assistenza materiale agli indigenti, ma anche condurre attività di base finalizzate alla loro integrazione sociale. Il Fondo sarebbe anche in grado di sostenere queste misure di accompagnamento.
Le autorità nazionali potrebbero usare il Fondo per acquistare alimenti o prodotti e metterli a disposizione delle organizzazioni partner ovvero erogare finanziamenti alle organizzazioni partner affinché esse procedano agli acquisti. La proposta prevede anche la possibilità di utilizzare i prodotti alimentari delle scorte di intervento ove ve ne siano.

Il contesto
La Strategia Europa 2020 impegna l’UE a ridurre di almeno 20 milioni di unità il numero di persone che versano in condizioni di indigenza o sono esposte al rischio di povertà. Sui 116 milioni di persone nell’UE che sono esposte al rischio di povertà o di esclusione sociale circa 40 milioni versano in uno stato di grave indigenza.

Uno degli aspetti principali dell’indigenza consiste nell’incapacità di procurarsi alimenti in quantità e qualità adeguate. La percentuale della popolazione dell’UE che non può permettersi di mangiare carne o pesce (o un equivalente vegetariano) ogni due giorni – cosa questa che è classificata alla stregua di un’esigenza di base dall’Organizzazione mondiale della sanità – era pari allּ,7% nel 2010, cui corrispondono più di 43 milioni di persone. Dalle prime cifre disponibili per il 2011 risulta un peggioramento della situazione.
Una forma particolarmente grave di deprivazione materiale è la condizione di senzatetto, fenomeno la cui entità è difficile da quantificare. Le stime di cui si dispone indicano però che in Europa nel 2009/2010 vi erano 4,1 milioni di senzatetto. Il numero dei senzatetto è aumentato di recente a causa dell’impatto sociale della crisi economica e finanziaria e dell’aumento della disoccupazione. Cosa ancor più preoccupante, ad essere senzatetto sono famiglie con bambini, giovani e migranti.

Nell’UE vi sono 25,4 milioni di bambini a rischio di povertà o di esclusione sociale. Nel complesso, i bambini sono maggiormente esposti al rischio di povertà o di esclusione sociale del resto della popolazione (27% rispetto al 23% per la popolazione nel suo complesso). Questo fenomeno li espone a una deprivazione materiale che va al di là della malnutrizione. Ad esempio, 5,7 milioni di bambini non possono permettersi indumenti nuovi e 4,7 milioni di bambini non hanno due paia di scarpe di numero giusto (tra cui un paio di scarpe per il brutto tempo). I bambini che soffrono di deprivazione materiale hanno maggiori probabilità, rispetto ai loro coetanei in migliori condizioni economiche, di avere risultati scolastici scadenti, una salute precaria e non riescono poi a realizzare le loro piene potenzialità una volta divenuti adulti.

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