Prevenzione del melanoma

Lo studio della cute con la microscopia con sonda ottica è indirizzata principalmente allo studio dei nevi.
Questi sono delle macchie piane o rilevate della pelle che quasi tutti abbiamo contenenti, in misura maggiore rispetto al resto della cute, i melanociti.

prevenzione melanoma

È come se noi costruissimo un muro e, invece di mettere delle file regolari di mattoni, in certi punti ne mettiamo un gran numero.
Nella maggior parte degli individui i nevi rimangono invariati per tutta la vita; alcuni scompaiono, altri degenerano nel melanoma cutaneo che è un tumore che colpisce la pelle, derivante dalle cellule deputate alla produzione del pigmento, che, se diagnosticato tardivamente, può essere letale, a causa della elevata tendenza all’invasività e della scarsa risposta alle terapie mediche.

Gli studi statistici sulla popolazione dimostrano un costante aumento dell’incidenza del tumore negli individui di pelle bianca con tassi superiori a 10 casi ogni 100.000 abitanti, in Italia.
Nei confronti del melanoma, come verso numerosi tumori maligni, l’unico approccio che garantisca la guarigione in modo assoluto consiste nella diagnosi precoce. Infatti, se diagnosticato quando le cellule maligne sono localizzate soltanto all’epidermide, il melanoma cutaneo può essere asportato e definitivamente guarito in tutti i casi.
Viceversa, quando la neoplasia interessa il derma, in funzione della profondità di infiltrazione, aumenta il rischio di riscontrare metastasi ai linfonodi o in organi distanti, riducendo drasticamente le possibilità di sopravvivenza.
La diagnosi precoce del melanoma è in grado perciò di garantire al paziente la guarigione senza necessità di chemioterapie spesso inefficaci sulla patologia di fase avanzata.

Nell’ultimo decennio l’introduzione di metodiche di microscopia di superficie (anche nota con il nome di dermoscopia o videodermatoscopia) per l’osservazione in vivo delle lesioni pigmentate ha consentito l’individuazione di nuovi criteri diagnostici utili alla diagnosi precoce del melanoma ed in grado di ridurre il numero di asportazioni non necessarie di lesioni benigne.
Tale metodica ha portato ad un notevole incremento dell’accuratezza diagnostica dei melanomi rispetto alla diagnosi clinica, fino al 35% di diagnosi corrette in più, in particolare se impiegate da specialisti specificamente addestrati.
Il videodermatoscopio è costituito da una videocamera digitale sulla quale vengono inseriti macro e micro obiettivi che consentono ingrandimenti da 20 X fino a 160 X.
Le immagini vengono trasmesse attraverso un particolare software al monitor sul quale il dermatologo osserva i dettagli microscopici delle strutture poste al di sotto della superficie cutanea.

I diversi aspetti e le differenti tonalità di colore offrono importanti informazioni non solo diagnostiche, ma anche riguardanti la profondità di localizzazione.
Il dermatologo è in grado, studiando la struttura microscopica di ogni singolo nevo, di individuare la eventuale presenza di alterazioni delle strutture tali da far sospettare un melanoma, selezionando le lesioni da asportare chirurgicamente.

È un esame assolutamente non invasivo, la cute infatti viene illuminata da led luminosi; si può effettuare anche durante la gravidanza e sui bambini.

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