Sempre più famiglie a rischio povertà con i nuovi ticket

Mercoledì, 27 Giugno, 2012
Sempre più famiglie a rischio povertà con i nuovi ticket

L’8° Rapporto del Ceis Tor Vergata ha dimostrato, attraverso una simulazione sugli effetti dei nuovi ticket sui bilanci delle famiglie, come circa 42000 nuclei familiari in Italia siano a rischio povertà,  ipotizzandone un inasprimento ulteriore, posto prudenzialmente a 2 miliardi di euro. Con l’introduzione di nuovi ticket previsti dalle recenti manovre governative, infatti, secondo una stima del Ceis, un gran numero di famiglie italiane si impoverirà a causa dell’inasprimento delle spese mediche, di cui 45% a carico dei farmaci, 45% per visite specialistiche e 10% per il pronto soccorso.

A prescindere dalle ipotesi, comunque, già oggi cresce la spesa privata dei cittadini per le cure, in particolare nelle regioni con piani di rientro. Sempre più persone, dunque, risultano costrette a spostarsi oltre i confini regionali per farsi curare, in base a quanto indicato da un parallelo studio del Censis. In particolare, secondo quest’ultimo, esiste un “rischio fuga” che coinvolge circa 10 milioni di cittadini, disposti a farsi seguire da professionisti e strutture che operano in regioni diverse dalla propria.

La spesa delle famiglie in campo medico-sanitario aumenterebbe proprio a causa dei ticket: +18% in un anno, come afferma il Censis nel Rapporto 2012 dal titolo suggestivo “Il Sistema Sanitario in controluce”. Il 18% dei cittadini delle regioni con piani di rientro si è infatti già rivolto a un medico, a una struttura o a un servizio sanitario operante in un’altra regione oppure, addirittura, si è recato all’estero per curarsi. La preoccupazione per il futuro espressa nello studio attraverso la percezione dei cittadini è netta, tanto che un numero sempre maggiore di residenti nelle stesse ritiene che la crisi della sanità regionale sia destinata a peggiorare nei prossimi cinque anni.

Il Rapporto del Censis sottolinea come, in queste regioni, circa il 37,6% della popolazione è ricorso alla sanità privata, rispetto al 29,5% rilevato nelle altre. Inoltre, il 39% contro il 37%, ha sostenuto aumenti della spesa di tasca propria per far fronte alle esigenze proprie e dei propri familiari in campo sanitario, ed il 61,8% contro il 54,9%, ha subito un incremento medio maggiore della spesa privata per famiglia (+20% contro il +16%).

Il Rapporto Sanità del Ceis Tor Vergata, spiega invece come il finanziamento del Ssn sia cresciuto in termini nominali nell’ultimo quinquennio, ma con tassi via via inferiori, per cui, depurando il dato dalla variazione dei prezzi, si registrerebbe addirittura un decremento in termini reali pari a -0,9% nel 2008 ed a -0,6% nel 2010. Se, infine, si guarda ai valori di spesa, il gap rispetto a gran parte degli altri paesi europei risulta evidente e, se lo si confronta con i valori registrati negli scorsi anni, addirittura crescente.