Soprattutto ombre dal Rapporto Osservasalute 2012

Giovedì, 16 Maggio, 2013
Soprattutto ombre dal Rapporto Osservasalute 2012

Il quadro che emerge dal rapporto Osservasalute 2012 - giunto alla sua decima edizione e che è il risultato di un pool di 184 esperti del settore -  è in netta regressione sul piano della salute: gli stili di vita delle generazioni più giovani peggiorano vistosamente e tutti i principali comportamenti a rischio, responsabili di quasi l㥘% delle patologie di cui si ammalano gli italiani, sono negli ultimi anni in aumento. Ma, soprattutto, le prospettive sono negative per il Ssn, anzi per i 21 Ssr regionali e provinciali autonomi.

Novità assoluta l’analisi delle performance delle Regioni sulla base di alcuni parametri di efficienza (offerta di servizi con la spesa minima possibile), efficacia (esito delle prestazioni erogate), appropriatezza, che valuta gli atti medici in relazione ai costi, alle risorse disponibili e ai risultati auspicabili, qualità per il cittadino (cioè accessibilità e soddisfazione, che il sistema sanitario assicura alla popolazione). E ancora una volta dalla valutazione emerge il divario tra Nord e Sud, anche se con alcune eccezioni.

Dal confronto tra i livelli di efficienza e di efficacia registrati nelle Regioni emerge che Bolzano e Abruzzo, a fronte di bilanci di spesa positivi, fanno registrare livelli bassi e medio-bassi di efficacia. Si tratta, quindi, di casi in cui una buona gestione della spesa non concorda con altrettanti buoni risultati in termini di salute. Al contrario, Regioni con i conti in rosso come Liguria e Basilicata, possono vantare livelli medio-alti di efficacia del sistema sanitario. La piccola Valle d’Aosta si dimostra un’eccellenza perché riesce a coniugare conti in ordine e alta efficacia. All’estremo opposto ci sono Calabria e Sardegna, negative sia in termini di efficienza che di efficacia. Per quanto riguarda il rapporto tra efficienza e grado di soddisfazione e di facilità di accesso alle cure dei cittadini, emerge invece come la Regione meno virtuosa è l’Umbria, perché pur risultando capace di controllare la spesa, non riesce a fornire ai propri residenti un alto livello di accessibilità e soddisfazione. Sul versante opposto Marche, Liguria, Molise e Sardegna hanno scarsa capacità nel tenere i conti in ordine, ma possono vantare livelli di accessibilità e soddisfazione medio-alti.