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Rischio cardiovascolare: i nuovi indicatori per proteggere il cuore
Una guida chiara sui nuovi marcatori per il rischio cardiovascolare, fondamentali per una prevenzione cuore efficace e tempestiva dopo i 60 anni.
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I Punti Chiave
Per noi senior, mantenere il benessere delle arterie è una priorità quotidiana. Spesso ci concentriamo solo sul colesterolo totale, ma oggi la scienza ci indica che per valutare correttamente il rischio cardiovascolare occorre guardare più a fondo. Esistono infatti dei segnali silenziosi, chiamati marcatori precoci, che possono fare la differenza in una strategia di prevenzione cuore davvero efficace.
Oltre il colesterolo: il rischio coronarico e le oxLDL
Siamo abituati a temere il colesterolo LDL, il cosiddetto “cattivo”. Tuttavia, le ricerche più recenti evidenziano che il vero pericolo per il rischio coronarico è rappresentato dal colesterolo LDL ossidato (oxLDL).
A differenza del colesterolo normale, le oxLDL vengono identificate come una minaccia da particolari cellule del nostro sistema immunitario chiamate Macrofagi. Quando questi intervengono, si innesca il processo biologico che porta alla formazione delle placche aterosclerotiche, i depositi che possono ostruire i vasi sanguigni. Monitorare questi valori permette di agire molto prima rispetto ai test tradizionali, proteggendo la salute delle nostre coronarie.
Quali esami rilevano il colesterolo ossidato precocemente?
I componenti che fungono da indicatori precoci per monitorare la salute del cuore e delle arterie sono il colesterolo LDL ossidato (oxLDL) e la Lipoproteina (A).
Queste due sostanze sono considerate marcatori più tempestivi del rischio coronarico rispetto al semplice colesterolo LDL “cattivo”, in quanto:
- Il colesterolo ossidato (oxLDL) è l’elemento che viene riconosciuto dai macrofagi (cellule del sistema immunitario) e costituisce la base per lo sviluppo delle placche aterosclerotiche.
- La Lipoproteina (A) è un indicatore cruciale perché segnala un aumento significativo del rischio trombotico.
Essendo esami del sangue specialistici, per maggior chiarimento, si consiglia di chiedere direttamente al proprio medico o cardiologo.
Scopri i valori normali e i rischi per ridurre il Colesterolo LDL.
L’importanza della Lipoproteina A e il rischio trombotico
Un altro elemento spesso trascurato nei controlli di routine è la Lipoproteina A, comunemente abbreviata come Lp(A). Questo marcatore è di fondamentale importanza perché la sua presenza elevata nel sangue aumenta notevolmente il rischio trombotico.
Il pericolo è legato alla possibilità che si formino coaguli (trombi) in grado di bloccare improvvisamente la circolazione sanguigna. Identificare precocemente i livelli di questa proteina consente ai medici di personalizzare i percorsi di cura, riducendo drasticamente le possibilità di eventi acuti e garantendoci una vecchiaia più serena e dinamica.
Strategie per Prevenire la Formazione di Trombi
Per ridurre il rischio di formazione di trombi, è fondamentale mantenere uno stile di vita attivo, con esercizio fisico regolare che favorisca la circolazione. Inoltre, una dieta equilibrata e l’idratazione adeguata sono essenziali. In alcuni casi, il medico può consigliare l’assunzione di farmaci anticoagulanti, soprattutto per le persone con fattori di rischio elevati.
- Anap
- Colesterolo, Cuore, Notizia
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