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Gli anziani non autosufficienti restano un “affare di famiglia”
Il nuovo Rapporto Cergas Bocconi fotografa un’Italia con 4 milioni di anziani fragili a fronte di una spesa pubblica in contrazione. Tra riforme ancora da “mettere a terra” e costi insostenibili per la loro assistenza, i caregiver familiari si confermano un vero pilastro del sistema.
L’8° Rapporto dell’Osservatorio LTC del Cergas SDA Bocconi, presentato il 6 maggio a Milano, descrive uno scenario paradossale: mentre il numero di anziani non autosufficienti ha raggiunto la soglia critica dei 4 milioni, la spesa pubblica reale per la loro assistenza non tiene il passo, costringendo le famiglie a una supplenza forzata e onerosa. Secondo il rapporto, infatti, la spesa pubblica per cure a lungo termine si è attestata nel 2024 all’1,18% del Pil, in diminuzione rispetto all’1,43% registrato nel 2020.
Nel dettaglio, i punti salienti del Rapporto
La prevalenza dei trasferimenti monetari
Il modello italiano continua a privilegiare i contributi economici diretti (come l’indennità di accompagnamento) rispetto ai servizi:
- Il 51,7% della spesa pubblica LTC finisce in trasferimenti monetari alle famiglie.
- Queste risorse vengono spesso utilizzate per finanziare il mercato dell’assistenza privata e informale (badanti), che conta oltre 1 milione di lavoratori, ma senza una reale integrazione con i servizi sanitari nazionali.
La crisi dell’offerta: RSA e ADI
Il rapporto evidenzia come i servizi non riescano a coprire il fabbisogno:
- Le RSA (Residenze Sanitarie Assistite) riescono a coprire solo una minima parte della domanda (circa il 7-8%).
- L’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) è ancora troppo frammentata, con un’intensità media di ore per assistito giudicata insufficiente per garantire una reale permanenza a casa in sicurezza.
La necessità di una “progettazione profonda”
Secondo i ricercatori del Cergas non basta più “potenziare l’esistente”. Le raccomandazioni strategiche includono:
- Integrazione Socio-Sanitaria: Superare la separazione tra ospedale, territorio e servizi sociali.
- Ecosistemi di servizio: Creare modelli di “prossimità multicanale” che non siano solo vicinanza fisica, ma continuità assistenziale integrata garantita da interlocutori stabili.
- Digitalizzazione: Accelerare l’uso della tecnologia per il monitoraggio a distanza e la gestione dei dati.

Il divario territoriale
La differenza nella tutela tra Regioni resta una criticità: i posti nelle Rsa coprono il 29% delle necessità nella Provincia Autonoma di Bolzano, mentre la percentuale si ferma all’1% in Campania e Sardegna. Il Rapporto del Cergas infine va oltre l’Italia e da uno sguardo su 79 casi internazionali per capire come rispondere in modo più efficace ai bisogni. Molti riguardano modelli abitativi per l’invecchiamento come: il senior housing con servizi integrati, il caso di Thuisplusflats nei Paesi Bassi, la comunità multigenerazionale SällBo in Svezia.
Considerazioni ANAP
L’Anap, l’Associazione degli Anziani e dei Pensionati di Confartigianato Persone, rileva anzitutto come una delle criticità, evidenziate chiaramente dai dati del Rapporto, è che le famiglie non saranno più in grado di assorbire l’urto dell’invecchiamento demografico. Inoltre, senza una accelerazione della “messa a terra” degli interventi legislativi in materia, il sistema della tutela della non autosufficienza rischia, in un certo senso, di “collassare”.
Ma qual è la situazione relativa all’attuazione piena delle leggi? Cerchiamo di fare un pò di chiarezza, con l’auspicio che Governo e Parlamento trovino modi e tempi per assicurare alle persone fragili che, ricordiamolo, sono ben 4 milioni e alle loro famiglie un futuro più sereno dell’attuale.
La Legge Delega 33/2023 rappresenta, com’è noto, la “riforma quadro” per le politiche in favore degli anziani in Italia. È nata con l’obiettivo di superare la frammentazione dei servizi e dare attuazione alle missioni del PNRR.
L’iter legislativo della Legge si è sviluppato in due passaggi successivi fondamentali:
- A Marzo 2024 viene emanato il principale decreto attuativo, il D.Lgs. 29/2024. Questo decreto definisce le regole pratiche per l’assistenza, la prevenzione e la nuova “prestazione universale”;
- 2025-2026 Il processo ha subito dei rallentamenti. Con il decreto “Milleproroghe” (DL 200/2025), il Governo ha posticipato diverse scadenze inizialmente previste dal PNRR, spostando l’entrata a regime di molte misure al 2027-2028.
Al momento, la riforma è in una fase di transizione dove convivono vecchie regole e nuove strutture di coordinamento. Merita ricordare, peraltro, la sperimentazione per il biennio 2025-2026 (con Fondi limitati) della Prestazione Universale.
Questo beneficio si rivolge a persone con almeno 80 anni, livello di bisogno “gravissimo” e ISEE sotto i 6.000 euro. In questi casi, l’indennità di accompagnamento può essere integrata da una quota (circa 850 euro) da spendere esclusivamente in servizi di cura. Per quanto riguarda, infine, la legge delega per i caregiver che prometteva tutele specifiche per i familiari che assistono gli anziani, manca ancora un decreto legislativo dedicato che definisca diritti previdenziali e sostegni.
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