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Diritto alla riparazione: opportunità per consumatori e ambiente. La Direttiva Europea
La Direttiva europea (UE) 2024/1799 sul “Diritto alla Riparazione” rappresenta un passo fondamentale per la transizione verso un’economia circolare e sostenibile. Pensata per contrastare l’obsolescenza prematura dei prodotti e abbattere l’accumulo di rifiuti (in particolare i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), la norma punta a trasformare la riparazione nella scelta primaria, più accessibile per i cittadini. Riparare un bene anziché gettarlo non solo riduce l’impatto ecologico legato alla produzione di nuovi dispositivi, ma garantisce un risparmio economico concreto per i consumatori.
Approvata nel 2024, la direttiva fissava al 31 luglio di quest’anno il termine ultimo entro cui tutti gli Stati membri avrebbero dovuto adottare le norme nazionali di adeguamento. Al momento l’Italia registra un leggero ritardo nell’iter legislativo definitivo, ma le previsioni delle istituzioni indicano che l’approvazione da parte del Parlamento avverrà entro il mese di agosto. L’auspicio dell’Anap è che la legge preveda anche degli incentivi economici che favoriscano il “cambiamento di mentalità” da parte di molti consumatori.
Il comunicato stampa della rappresentanza italiana alla Commissione Europea
La direttiva sul diritto alla riparazione, entrata in vigore nel luglio 2024, incoraggia il consumo sostenibile agevolando la riparazione dei prodotti anziché la loro sostituzione. A partire da oggi la direttiva diventa applicabile, aiutando i consumatori a risparmiare denaro, ridurre i rifiuti, estendere il ciclo di vita dei loro prodotti e limitare le emissioni di gas a effetto serra.
In virtù di questa direttiva i consumatori possono infatti chiedere la riparazione dei propri prodotti rotti (ad esempio smartphone, lavatrici o frigoriferi), anche dopo la scadenza della garanzia legale.
I fabbricanti devono offrire tali riparazioni a un prezzo commisurato ed entro un lasso di tempo ragionevole. Sono inoltre tenuti a fornire informazioni chiare sui loro siti web in merito ai propri servizi di riparazione e ai prezzi indicativi. Non saranno autorizzati a rifiutare la riparazione o a ricorrere a pratiche che la impediscano o scoraggino i consumatori dall’avvalersene. Infine, i fabbricanti dovranno garantire l’accessibilità di pezzi di ricambio a prezzi abbordabili.
Il Punto dell’Anap
Passerà presumibilmente un anno prima che questa interessante Direttiva dell’Unione Europea diventi operativa in Italia. Mentre sarà nostra cura informare a tempo debito i consumatori sia sulle norme sia sulle procedure da seguire per esercitare il proprio “diritto alla riparazione”, riteniamo di dover far presente che affinché tale diritto non rimanga una dichiarazione di principio, è auspicabile che il Parlamento preveda misure e agevolazioni economiche (già previste in diversi Paesi europei) volte a calmierare i prezzi degli interventi. Soltanto rendendo la riparazione economicamente più vantaggiosa rispetto al nuovo acquisto, sarà possibile scardinare la cultura dell’usa e getta e proteggere realmente il potere d’acquisto delle famiglie.
- Anap
- Anap Confartigianato, Famiglia
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