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Ammonta a 10 miliardi l’evasione contributiva “stimata” dal Comitato di Vigilanza dell’INPS
La Relazione del Comitato di Vigilanza dell’Inps offre un quadro significativo delle positività e delle criticità della gestione dell’Istituto nel 2025. Un Istituto, peraltro, sempre più importante per la tenuta sociale del Paese.
“L’INPS è chiamato a gestire prestazioni e a esercitare funzioni sempre più complesse, che anche nel 2025 ha saputo conseguire risultati importanti, grazie in particolare alla competenza e all’impegno del suo personale, ma che dovrà dare un maggiore impulso e organicità alla sua trasformazione, per affrontare le nuove sfide e supere quelle criticità che ancora permangono.”
Questo è quanto si legge nella premessa del Comunicato ufficiale dell’Istituto relativo alla Relazione di verifica sull’attività dell’INPS nel 2025, approvata dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto e presentata il 31 marzo, a Roma, in un incontro con i principali stakeholders istituzionali e sociali.
La Relazione di verifica rappresenta lo strumento con cui il CIV valuta la rispondenza delle attività complessivamente svolte dall’INPS rispetto alle Linee di indirizzo e agli obiettivi strategici contenuti nei suoi atti di programmazione, con una particolare attenzione agli impatti concreti sui cittadini e sulle imprese.
Ma vediamo i singoli punti del Rapporto:
I principali indicatori qualitativi
- Le pensioni afferenti alla gestione privata accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state l’82%, rispetto all’81% del 2024 e al 76% del 2023; quelle accolte oltre 120 giorni nel 2025 sono state il 3% rispetto al 4% del 2024 e al 6,5% dell’anno precedente, evidenziando un costante miglioramento dei tempi di accoglimento delle stesse.
- Le NASpI accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state il 93,8% rispetto al 93% del 2024 al 91,5% del 2023; le NASpI accolte oltre 60 giorni nel 2025 sono state il 2% rispetto al 3,1% del 2024 e al 3,8% del 2023, evidenziando un miglioramento dei tempi di accoglimento.
- L’andamento dei ricorsi amministrativi di competenza dei Comitati e delle Commissioni speciali, fa emergere come, nell’ultimo quadriennio, la giacenza degli stessi sia in forte diminuzione, passando da 174.496 nel 2021 a 46.505 nel 2025, valore praticamente azzerato nella maggior parte delle provincie. Il Contenzioso in diverse regioni mantiene un elevato livello di pervenuto, alimentato molto spesso da pratiche lucrative, a volte illecite, che vanno contrastate con decisione. Il livello di soccombenza in giudizio permane molto alto e solo nel 52% dei casi i giudizi sono favorevoli all’Istituto. Questo impone misure finalizzate a dare più certezza agli utenti e maggiore coerenza con gli orientamenti giurisprudenziali.
- L’andamento dei tempi medi dell’invalidità civile, per la fase dell’accertamento sanitario, nell’ultimo triennio, registra un aumento dei tempi di attesa media che passano dai 120 giorni del 2022 ai 125 giorni del 2025. La riforma della disabilità e della non autosufficienza, considerando le incertezze normative e le limitate risorse messe a disposizione, la difficoltà nel reperire il personale medico e il ridimensionamento del fondamentale ruolo di supporto dei patronati, possono rappresentare elementi di ulteriore incertezza su cui è necessario vigilare, facendo tesoro della complessa sperimentazione avviata.
- Nell’ultimo quadriennio, risulta una costante diminuzione del numero degli Ispettori di vigilanza, che passano da 884 a 736; conseguentemente si osserva che nel 2025 le ispezioni effettuate calano sensibilmente rispetto al 2022, passando da 10.576 a 8.311.
- Anche la vigilanza documentale registra nel quadriennio un arretramento, con una riduzione dell’accertato che passa dai 328 milioni del 2022 ai 314 milioni del 2025, le riscossioni che passano, nello stesso periodo, dai 284 milioni ai 176 milioni, con un rapporto Riscosso/Accertato che scende dall’86,4% al 56%.
- L’evasione contributiva accertata rimane sostanzialmente stabile nel quadriennio, attorno ai 500 milioni, rispetto ai più di 10 miliardi annui di evasione stimata.
L’esigenza di un organico e coerente progetto innovativo
Sul piano delle strategie per il futuro dell’Istituto, il CIV da tempo, con diverse sue deliberazioni, ha fornito agli Organi gestionali precise Linee di indirizzo per la predisposizione di un progetto pluriennale che integri in modo coerente i vari elementi gestionali e organizzativi in un disegno complessivo, prendendo atto delle trasformazioni socio-economiche e delle nuove competenze assegnate all’INPS dal legislatore e che si ponga l’obiettivo di guidare la trasformazione dell’Istituto, valorizzando tutte le potenzialità messe a disposizione dalle nuove tecnologie e dalle competenze presenti all’interno dell’INPS ad ogni livello. Un processo di riorganizzazione che abbia ben chiari gli obiettivi strategici dell’Istituto in questa fase di cambiamento: la capacità di erogare servizi all’utenza sempre più qualificati, in grado di garantire al cittadino l’esercizio pieno dei suoi diritti, favorire una migliore accessibilità all’Istituto attraverso i diversi canali di contatto, in una logica comunque di presa in carico complessiva dei problemi dell’utente, gestire una rete di collaborazioni con i diversi soggetti esterni. Questo è l’elemento più significativo che il Civ rileva ancora mancante, che va recuperato al più presto.
Il CIV presterà molta attenzione agli elementi emersi dalla Relazione di verifica 2025 e, con la prossima Relazione Programmatica, e le ulteriori specifiche deliberazioni, indicherà linee di indirizzo agli Organi di gestione dell’Istituto finalizzate a migliorare l’attività e superare le criticità evidenziate.
Le nostre considerazioni
Il Rapporto fotografa un Istituto a due velocità: da un lato un’efficienza gestionale crescente nei servizi al cittadino, dall’altro una sofferenza strutturale sul fronte della vigilanza. Il dato più eclatante, a nostro avviso, è il divario tra l’evasione contributiva “teorica” e quella effettivamente recuperata.
Al riguardo, Il CIV ha lanciato un allarme sulle risorse umane. La riduzione degli ispettori e la diminuzione delle “verifiche a tavolino” creano un pericoloso effetto di “disarmo”. Senza un turnover adeguato e un potenziamento dei profili tecnici, la capacità di contrastare il lavoro nero e le irregolarità contributive è destinata a indebolirsi ulteriormente. Ma, per la verità, vi sono altri soggetti legittimati a contrastare il lavoro in nero come, in prima battuta, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e la Guardia di Finanza. Sarebbe opportuno, a nostro avviso, una maggiore determinazione e una maggiore disponibilità di tempo dedicata a questo scopo da parte di tutti per ottenere risultati più positivi.
Il rapporto evidenzia, peraltro, miglioramenti gestionali significativi:
- la velocità di risposta: si sono ridotti i tempi medi per l’accoglimento delle domande di pensione;
- la digitalizzazione: l’Istituto sta raccogliendo i frutti degli investimenti tecnologici, migliorando il rapporto diretto con l’utente e la fluidità delle pratiche burocratiche.
Un dato che deve far riflettere, infine, è la tenuta legale dell’Istituto: l’INPS perde un gran numero delle cause nel contenzioso giudiziario. Questo fa pensare che oltre ad un problema di eccessiva complessità delle norme vi sia anche un problema di rapporti diretti online cittadino-Istituto che porta a contestazioni spesso non confermate dai giudici.
Sarebbe auspicabile che tali rapporti avvengano sempre tramite la mediazione di persone esperte come quelle che lavorano nei Patronati.
- Anap
- Anap Confartigianato, Inps
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